Dal controllo è risultato che la parte bassa della torre e' in ottimo stato. A destare qualche preoccupazione e' invece la parte piu' alta: "Gli ultimi dieci metri sono i piu' esposti e i piu' danneggiati visto che il cemento tende a sgretolarsi e qualche mattone potrebbe venire fuori"
Bologna, 5 luglio 2008 - Ha 889 anni, ma "tutto sommato e' in buono stato, considerato gli inevitabili problemi legati all'eta'". Il 'paziente' d'eccezione e' la torre degli Asinelli, simbolo della citta' di Bologna insieme alla Garisenda. La piu' alta delle due torri e' stata oggi sottoposta ad un accurato monitoraggio effettuato dal Corpo volontario soccorso civile, una onlus che si occupa principalmente di speleologia ma che da anni e' ormai impegnata anche nelle 'discese sulla torre' e su altri monumenti cittadini per controllarne lo stato di salute ed effettuare piccoli interventi di recupero e assistenza.
Erano in nove stamattina, sotto lo sguardo di pochi incuriositi passanti, i giovani volontari coordinati dal presidente della Cvsc, Giovanni Saporito. Tre di loro, dopo aver messo in sicurezza le imbragature, si sono calati lungo la parete della torre alta 97,20 metri per raccogliere foto e materiale video destinato a una relazione annuale sullo stato di salute del monumento e da inviare al Comune, cui spetta l'onere degli interventi di restauro. Con la torre degli Asinelli i volontari hanno un appuntamento fisso: l'iniziativa e' nata prima dell'86 ed e' ripresa negli ultimi sei anni in collaborazione con Palazzo D'Accursio. Oltre al monitoraggio, i volontari realizzano anche piccoli interventi come l'eliminazione delle erbette che si insinuano tra i mattoni della torre, o come quello effettuato oggi sul parafulmine posto nella facciata a nord-ovest (gia' riparato anni fa dal Comune su segnalazione del gruppo di volontari).
Dal check-up di oggi risulta che la parte bassa della torre e' in ottimo stato. A destare qualche preoccupazione e' invece la parte piu' alta: "Gli ultimi dieci metri sono i piu' esposti e i piu' danneggiati visto che il cemento tende a sgretolarsi e qualche mattone potrebbe venire fuori", spiega uno degli speleologi prima della sua ispezione.
Questo significa che la torre va tenuta sotto stretta osservazione e sarebbe forse utile, spiegano i volontari, proporre un monitoraggio geologico analogo a quello che gia' si fa per la Garisenda.
Tra le preoccupazioni maggiori dei volontari, oltre al cemento che si sgretola in alcuni punti, le crepe sui merli della terrazza al primo piano e le vibrazioni provocate dal traffico e dal passaggio degli autobus sui sanpietrini di granito del selciato, che mettono a dura prova la torre.
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