Il progetto firmato dai designer dell’Olimpico di Torino. Sabatini, patron della Virtus, arriva inaspettato alla conferenza stampa. L’assessore all’urbanistica Virginio Merola : "Bisogna aspettare l'ok da Roma per la metrotranvia"
Bologna, 9 luglio 2008- Le sorprese continuano ad accompagnare il cammino del Parco delle Stelle. Inusuale il modo con cui il patron della Fortitudo Gilberto Sacrati (nella foto) ha voluto anticipare qualche dettaglio sullo studio di fattibilità del palazzo dello sport da 15mila posti, mostrando alcune tavole all’interno di ‘Villard’, il seminario itinerante di progettazione architettonica che rimarrà allestito in galleria Accursio fino a sabato 12 giugno.
Altrettanto inaspettamente durante la presentazione è apparso Claudio Sabatini, proprietario della Virtus, animando così un derby che dal parquet dei palazzetti si è trasferito sulle scrivanie di ingegneri e architetti. Lunedì scorso Sabatini aveva illustato il suo ‘Futur Show Station’, progetto per rincovertire il PalaMalaguti e le aree adiacenti in un complesso polifunzionale per accogliere eventi non necessariamente sportivi, e a tutti era sembrata fin troppo evidente la contrapposizione con il Parco delle Stelle. "E’ la vecchia storia dell’Asinelli e della Garisenda. Io ho studiato bene la costruzione dell’Asinelli — ha spiegato poi, sarcasticamente, Sacrati —. La Garisenda la stanno studiando altri, ma è la torre storta". Una piccola stoccata al collega bianconero che comunque non raccoglie. "Non so che cosa abbia voluto dire, io rinnovo la nostra disponibilità ad ospitarlo qualora dovesse raggiungere l’Eurolega".
Tra i due c’è pure una rapida stretta mano, anche se ognuno va poi per la sua strada. Ad ogni modo il Parco delle Stelle continua a bruciare le sue tappe. Tra il 14 e il 20 luglio l’amministrazione comunale dovrebbe approvare il Psc accogliendo in toto le due osservazioni proposte da Sacrati riguadanti l’area a nord del Caab e quindi ottendendo un primo via libera.
I numeri sono quelli già trapelati nei mesi scorsi, il costo complessivo è di circa 400mila euro dei quali un terzo se ne sono già andati per l’acquisto dei 100mila ettari di terreno e i restanti due terzi serviranno per le varie strutture sportive.
"E’ una operazione che non sto affrontando da solo — prosegue Sacrati — ma ho un gruppo di finanziatori che mi accompagnano. I nomi saranno resi pubblici quando inizieranno i lavori. Su questo fino ad ora non ci sono state fughe di notizie a dimostrazione di quanto siamo seri e che nessuno voglia farsi pubblicità". Non ci sono comunque soci occulti, ma alcuni istituti di credito, che per il momento preferiscono mantenere l’anonimato, stanno fortemente credendo nel progetto di Sacrati. Quello della sostenibilità enonomico/finanziaria, è un altro tema che è tornato alla ribalta soprattutto dopo le parole di Gualtiero Tamburini, il presidente di Nomisma, che avrebbe sostenuto come non ci sia spazio a Bologna per il Parco delle Stelle e per il Futurshow Station. "Non vedo il problema — spiega Sacrati — mi sembrano due opere molto diverse. Noi abbiamo come target le famiglie che, come a Disneyland, possono venire e decidere di passare una giornata, una settimana o anche solo tre ore di tempo. Comunque, oltre a Nomisma sul Parco delle Stelle stanno facendo studi di sostenibilità diverse società cui la Reag e un’altra di rilevanza mondiale". Su questo punto è molto meno convinto Sabatini: "Alla fine andremo a pescare nello stesso bacino. E’ per questo che vorrei che tra di noi ci fosse più dialogo".
Dal punto di vista energetico, però, i consumi saranno minimi. Tutte le strutture verranno ricoperte dal verde e questo consente una permeabilizzazione quasi perfetta, mentre tutte le acque piovane raccolte saranno riciclate e messe in circolo. Infine vi è l’ipotesi di progettare una rete energetica che colleghi direttamente il Parco delle Stelle al vicino termovalorizzatore. La coppia di architetti Luca Righetti e Nicola Marzot dello studio Performa A+U sta seguendo passo passo l’intero progetto, uno sviluppo che raccoglie sempre più consensi nell’ambiente ingegneristico con Arup Italia che ha deciso di offrire le sue consulenze allo stesso Sacrati. Il prestigioso studio ingegneristico vanta parecchi fiori all’occhiello tra cui il Palaghiaccio Olimpico realizzato a Torino e la riqualificazione dei mercati generali a Roma. Inoltre Arup ha vinto il concorso, insieme all’architetto giapponese Arata Isozaki, per la costruzione della nuova stazione di Bologna. Non è quindi un caso che il nuovo Palasport da 15mila posti all’interno del Parco delle Stelle sarà costruito avendo come modello quello olimpico costruito in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006 che si sono svolte a Torino. L’approvazione di questo progetto consentirà a Sacrati di continuare a giocare l’Eurolega al PalaDozza, impianto che la Fortitudo comunque utilizzerà per le gare di campionato anche quando sarà costruita la nuova opera.
Dal punto di vista burocratico, però, i tempi si allungano rispetto alle intenzioni di Sacrati. "La sua approvazione — spiega l’assessore all’urbanistica Virginio Merola — è legata alla costruzione della metrotranvia. Solo in autunno sapremo dal Consiglio dei Ministri se arriveranno questi finanziamenti, per cui inseriremo il Parco delle Stelle nel Piano Operativo Comunale Uno che sarà approvato nei primi mesi del 2009". Insomma Sacrati dovrà pazientare qualche mese rimandando l’apertura del cantiere alla prossima primavera. Qualora non dovessero arrivare i finanziamenti da Roma, i tecnici di Sacrati insieme all’assesore alla viabilità Maurizio Zamboni stanno studiando una soluzione alternativa per garantire la viabilità. Il patron della Fortitudo ha comunque raccolto un apprezzamento dallo stesso Merola. "Il suo progetto e quello di Sabatini non sono la stessa cosa. In uno lo sport è protagonista a tutti i livelli, nell’altro ha meno del 10 per cento di spazio". Un rilievo non da poco per chi fino a poco tempo fa aveva predicato che Virtus e Fortitudo si mettessero d’accordo per evitare inutili dispersioni di risorse.
di Massimo Selleri
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