Due date italiane, il 17 luglio a Bologna, il 18 a Sarzana, per una delle voci più belle della musica etnica contemporanea: "Questi popoli sono la mia principale ispirazione: io voglio essere la loro voce"
di Riccardo Jannello
Bologna, 16 luglio 2008- Viene dal Benin, ma il suo regno è il mondo. Angelique Kidjo è una delle voci più belle della musica etnica contemporanea e recentemente ha vinto un Grammy con lo straordinario album «Djin Djin», nel quale duetta con grandi personaggi come Peter Gabriel e ospita fra gli altri Carmen Consoli.
A proposito di Peter Gabriel: di lei il guru della musica etnica, il fondatore della Real World, ha detto una frase sintoimatica: «Il suo spirito è insopprimibile e lei dona la vita a tutto ciò che tocca». Potrebbe bastare, ma non è solo questione di ispirazione o di riuscita del suo canto libero, è anche il pubblico di tutto il mondo che la ama e i critici lo stesso, tanto che ai Grammy c’è stata quattro volte.
La Kidjo è protagonista di due date italiane: giovedì 17 luglio alle 21,15 a Bologna per «Musicando» in piazza dei Tribunali (informazioni 051248677); venerdì 18 a Sarzana (La Spezia) per l’importante festival «Sconfinando», alla Cittadella.
- Angelique, Mamma Africa è riconosciuta come una delle fonti maggiori di ispirazione dei musicisti internazionali. Quali sono le caratteristiche della sua musica rispetto a quelle che vengono dal resto del continente?
«La mia musica è profondamente influenzata da quella tradizionale del Benin che è differente dalle altre africane. le melodie hanno molto ritrmo e sono complesse. Quando ero bambina, amavo ascoltare molto soul, musica latina e jazz e anche queste mi hanno influenzato. Il mio linguaggio è così speciale che ha creato una musica il cui suono non è uguale a nient’altro».
- Che cosa presenta in questo tour italiano?
«Ho con me musicisti africani, gli stessi con i quali ho registrato Djin Djin; faremo ascoltare quest’album, ma anche canzoni del passato».
- Nell’album ci sono importanti collaborazioni e fra queste quella con Carmen Consoli. Che cosa l’ha colpita della nostra rockeuse?
«Carmen è realmente una cantante speciale. Amo la sua passione e la sua forza. Ci incontrammo in Etiopia per la celebrazione del sessantesimo compleanno di Bob Marley e fin dal primo nostro contatto amai la sua voce. Penso che i suoi toni si mescolino molto bene con i miei e che quindi siamo complementari».
- Quali sono le grandi ispirazioni per le sue canzoni?
«Con l’Unicef ho viaggiato in tutta l’Africa e ho incontrato gente incredibile, molto generosa e positiva nonostante che la situazione sia difficile. Questi popoli sono la mia principale ispirazione: io voglio essere la loro voce».
- Come giudica la musica italiana?
«Voi avete dei grandi artisti e tutti dicono che la lingua italiana è molto musicale. La melodia in Italia è molto importante e io l’ammiro».
- Che cosa pensa della diffusione della musica con le radio o con gli altri mezzi di comunicazione?
«Penso che la radio non sia tutto. La gente compra anche i dischi per avere sensazioni speciali o per conoscere la ricchezza delle varie culture. Io non cerco di comporre musica che sia facile e assimilabile a un format radiofonico. Io sto cercando di fare della musica che sia onesta e che riveli ciò che l’Africa è realmente»
- Farebbe come hanno fatto i Radiohead per un loro album, permettendo di scaricarlo dalla rete?
«Una cosa buona per loro, penso, ma ritengo sia difficile per i giovani artisti, ci sono così tante bande nuove nella rete e tu come faresti a interessare la gente alla tua musica? Così penso che non ci sarebbe lavoro per tutti»
- A cosa sta lavorando Angelique? Quali sono i suoi progetti?
«Ho molti progetti, ma non ho il tempo per lavorarci perché sono in tour dal febbraio 2007 senza fermarmi: ho bisogno di un break».
- Come si definirebbe?
«Vorrei essere percepita dalla gente come una voce positiva dell’Africa. Tutte le notizie che arrivano dal mio continente parlano di guerre e carestie. L’Africa non è solo quello».
- Che cosa si aspetta dal pubblico italiano?
«Non lo so, ma ogni volta che mi esibisco io cerco di dare il cento per cento di me stessa e ho chiaro il fatto che facendo così si riesce a condividere le cose e ciò accade anche se le culture sono lontane. Questa è la magia della musica: io voglio creare un legame fra i popoli».
di Riccardo Jannello
La statua della cantante britannica andrà ad affiancarsi a quella dei Beatles, di Beyonce e di Jimi Hendrix e sarà inaugurata a fine luglio