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L'EVENTO

La musica che tocca il cuore della società civile

In città, dal 20 al 25 luglio, il congresso mondiale dell’Isme: arrivano in tremila, da 80 paesi, tra congressisti e concertisti, per interrogarsi sull’educazione musicale. E per tentare di spiegarla anche attraverso le loro esecuzioni

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Carla Fracci Bologna, 17 luglio 2008- Arrivano in tremila, da 80 paesi, tra congressisti e concertisti, per interrogarsi sull’educazione musicale. E per tentare di spiegarla anche attraverso le loro esecuzioni. Quella che si riunirà a Bologna, Città Unesco della Musica, dal 20 al 25 luglio, per il congresso mondiale dell’Isme (il primo dell’associazion in Italia) è la crema degli specialisti. Nata oltre mezzo secolo fa, l’International Society for Music Education, ora presieduta da Liane Hentschke conta 400mila aderenti nel mondo.

"C’è un bisogno crescente — ha chiarito, nel presentare la manifestazione a Palazzo d’Accursio la presidente, che aveva accanto il sindaco Cofferati — di costruire dei ponti di collegamento fra diffferenti culture e tradizioni, tra poveri e ricchi, e di sostenere i paesi e le comunità nel considerare che le loro esperienze e conoscenze fanno parte di un proggetto contemporaneamente locale e globale". La musica che affratella, che rende uguali con il suo linguaggio universale. I lavori dell’Isme si annunciano nel segno dell’impegno civile.

Il congresso è riservato agli studiosi accreditati. Si inaugura alle 11.30 del 21 al Manzoni (con la banda di Felina in centro) e celebra i propri eventi principalmente lì, per distribuirsi durante la giornata tra il Conservatorio, il Comunale, l’università e l’Accademia di Belle Arti. Marc Jeffrey, il creativo inglese autore della campagna ‘Music Manifesto’ per l’educazione all’arte compone, con Carla Fracci (nella foto) e il violinista Aaron Dworkin, il gruppo dei big (pare non verrà il venezuelano José Antonio Abreu, fondatore dell’ Orchestra Sinfonica Simòn Bolivar, trattenuto in patria da impegni ad alto livello).

Per il pubblico il bello viene con i concerti, un cinquantina, pomeriggio e sera, tutti gratuiti, in città e provincia, a San Giorgio di Piano, Monzuno, Bentivoglio. Si esibiscono complessi di scuole, università, istituzioni, e l’Italia non brilla nel campo, si sa. Ma ascoltare (Manzoni, 21 luglio, ore 21) i tamburi del Sudafrica o la Children’s Opera di Praga (San Giorgio di Piano, Piazza Indipendenza, 21 luglio, ore 21.15) aprirà il cuore. E forse ci farà sperare che la musica, un giorno, si insegni anche qui. Ai bimbi, che la sentono, ancor prima di nascere, nel ventre della madre.

c.su.










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