Allarme dei cittadini della zona in commissione a Palazzo D'Accursio. Zamboni: "Verificheremo e se necessario adotteremo provvedimenti"
Bologna, 18 luglio 2008 - La messa in sicurezza dell'asse Murri-Toscana, prevista nel Piano generale del traffico urbano (Pgtu) del Comune di Bologna, ha portato la zona al collasso.
Sono infatti diminuiti i parcheggi, scomparsi i cassonetti dell'immondizia, aumentati gli incolonnamenti delle auto e di conseguenza l'inquinamento. E il proliferare di passaggi pedonali e restringimenti di carreggiata costringe i veicoli ad un pericoloso slalom che non favorisce la sicurezza, anzi, aumenta il rischio di incidenti.
L'impossibilità di parcheggiare mette inoltre in sofferenza le attività commerciali, che si vedono costrette a chiudere o trasferire la propria sede in zone servite da infrastrutture migliori: questo impoverisce il controllo del territorio e crea minore sicurezza per i cittadini. E' questo, in sintesi, il quadro descritto questa mattina in commissione a Palazzo D'Accursio dai portavoce dei cittadini della zona, che da tempo lottano contro i provvedimenti di riassetto della viabilità di via Murri e via Toscana messi in campo dall'amministrazione.
"Chiediamo innanzitutto di dare risposta alla domanda di parcheggio, di terminare i lavori presso la fermata Atc delle scuole Tambroni, di predisporre un piano igienico che non pregiudichi la salute dei cittadini, e di destinare l'ex area della caserma militare di via delle Armi, dismessa da tempo, a grande parcheggio scambiatore, multipiano e servizi similari, magari anche per attività d'intrattenimento e commerciali, senza pensare subito ad una speculazione edilizia", spiega Marcello Chiavegatti, portavoce di 400 cittadini firmatari di una petizione per il riassetto dell'asse Murri-Toscana.
"Le attività commerciali esistenti da tempo nella zone hanno visto un continuo calo di fatturato, dovuto soprattutto all'impossibilità dei clienti di trovare parcheggio o di evitare una multa ad opera dalle pattuglie di vigili che stazionano davanti alle nostre attività allontanando i clienti e impedendoci di lavorare", aggiunge Stefano Brunelli, cittadino e commerciante della zona. "Proponiamo la cancellazione della corsia preferenziale, come nel tratto di via Murri all'altezza del mulino Parisio, con la possibilità di una sosta veloce, di 15 minuti, o in alternativa la creazione di posti auto per la sosta veloce sul marciapiede la dove la larghezza lo permette", suggerisce Brunelli.
Dal canto suo, Maurizio Zamboni, assessore comunale alla Mobilità, si difende ammettendo che certo "l'intervento presenta degli elementi problematici, ma è funzionale allo scopo perseguito, cioè quello della messa in sicurezza". Zamboni è però convinto che "nulla deve impedire che si facciano delle verifiche sul merito dei provvedimenti attuati, e di discuterne a tutto campo con i cittadini", e si impegna a "verificare la situazione tra qualche mese e ad adottare provvedimenti", se ritenuti necessari.
Daniele Carella (Pdl) tira invece in ballo il presidente del quartiere santo Stefano, Andrea Forlani, che ieri ha annunciato la sua partecipazione alle primarie del Partito democratico per la scelta del candidato sindaco alle amministrative 2009. "Sono perplesso rispetto all'assenza dei due presidenti di quartiere -Santo Stefano e Savena- in commissione, c'è distonia tra l'assenza di Forlani, che non si presenta per ascoltare un'istanza dei suoi cittadini, e la sua futura candidatura a sindaco della città: è partito con il piede sbagliato".
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