Affollato incontro pubblico ieri sera ai Giardini Margherita. In platea non mancano politici dell’Udc e di FI e An. Gli stessi che, da tempo, sollecitano Guazzaloca a sciogliere la riserva su una sua candidatura
L’INCONTRO fra la sua lista civica e i partiti, in vista delle elezioni del 2009? «Normale e giusto». Anzi, per Giorgio Guazzaloca «non sarebbe difficile trovare un accostamento» per battere la sinistra e «produrre un cambio salutare in questa città». L’ex sindaco — davanti a una platea di 600 sedie occupate, con diverse decine di persone in piedi, riunite ai Giardini Margherita — ammorbidisce i toni nei confronti delle forze politiche. Prima rivendica l’anomalia tutta bolognese della lista civica La tua Bologna, e ricorda «il 18,5% di consensi» raccolti nel 2004. Poi ammette che con i partiti «non ci sono problemi nell’analisi della situazione dell’amministrazione comunale». Un’apertura che sembra comprendere anche la Lega nord, alla luce dei dati «per loro confortanti» delle ultime politiche.
In platea — all’incontro pubblico organizzato dal Movimento di cittadini per Guazzaloca insieme con LtB, condotto da Vittorio Feltri, direttore di Libero — non mancano politici dell’Udc e di FI e An. Gli stessi che, da tempo, sollecitano Guazzaloca a sciogliere la riserva su una sua candidatura. Lui non cede, perché «i tempi non sono maturi, e in politica i tempi sono importanti». Ma ribadisce le condizioni per una disponibilità: «Se la città si mobilita (e si sta mobilitando), se c’è un concerto più ampio di cittadini pronti a impegnarsi per il bene della città».
SU SERGIO Cofferati, l’ex sindaco sembra volere glissare, «sul piano personale non c’è niente». Poi, però, qualcosa dice. «Non voglio dire che non è all’altezza, o che non si è impegnato, o che ha fatto ma non è riuscito». Di certo, sottolinea Guazzaloca, «nel 2004 ha rappresentato la speranza, l’idea che un solo uomo potesse ribaltare un modello superato dalla storia».
I fatti di questi quattro anni di mandato hanno invece dimostrato che Cofferati «non è un demiurgo, come era stato sperato». E che un certo modello di governo della città «è un prodotto scaduto vent’anni fa, andato avanti per forza d’inerzia». Cofferati, commenta Guazzaloca, «è la foglia di fico che oggi è caduta, e quindi la città è nuda». Guazzaloca, però, è ottimista, perché «sono convinto che questa città abbia voglia di riscatto, e voglia reimpadronirsi di se stessa».
di Luca Orsi
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