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DELITTO BISI

Margherita morta senza colpevoli

Nessun colpevole. Scaduti i termini per presentare ricorso contro l’assoluzione di Luca Delli.  La scomparsa della segretaria bolognese resta un mistero

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Margherita Bisi LA MORTE di Margherita Bisi, la segretaria bolognese di 37 anni scomparsa la sera del 13 marzo 2002, è destinata a restare senza colpevoli. Luca Delli, l’unica persona finita sotto inchiesta e processata con l’accusa di omicidio volontario, è uscito definitivamente di scena dopo tre processi e due anni di custodia cautelare in carcere. Non è lui, insomma, l’uomo che avrebbe ucciso la povera segretaria di origine emiliana. Da sabato 19 luglio la sentenza di assoluzione emessa dai giudici della corte d’assise d’appello di Firenze è diventata irrevocabile. Il procuratore generale, l’unico che avrebbe potuto impegnarla e chiedere un nuovo processo, non ha presentato ricorso. I termini sono scaduti. A questo punto la verità processuale sulla scomparsa di Margherita Bisi è destinata a non cambiare.

«IL NOSTRO cliente ha trascorso due anni di custodia cautelare in carcere» spiegano i due legali di Delli, gli avvocati Nicola Muncibì  e Paolo Florio. «Visto l’esito del procedimento penale, valuteremo se presentare ricorso e chiedere i danni allo Stato per ingiusta detenzione». Delli, assolto «per non aver commesso il fatto» dopo due sentenze di condanna a 28 anni di carcere in primo e secondo grado (poi annullata dalla Cassazione), non potrà più essere giudicato per l’omicidio della segretaria. Ma le ipotesi, i dubbi e gli interrogativi legati alla scomparsa di Margherita Bisi resteranno probabilmente intatti. A partire dal corpo della ragazza, mai ritrovato nonostante mesi e mesi di ricerche, per arrivare alla mano della persona che l’avrebbe uccisa. Sempre, a questo punto, che sia stata davvero assassinata.

DI CERTO, restano solo l’esito del procedimento penale e la Fiat Punto della segretaria trovata ammaccata nel parcheggio dell’aeroporto fiorentino di Peretola. Secondo quanto è stato possibile ricostruire durante l’inchiesta condotta dai carabinieri, Margherita Bisi scomparve nella notte fra il 13 e il 14 marzo 2002 dopo aver detto ai genitori che sarebbe andata a Firenze per incontrare un ragazzo. Disse che avrebbe fatto tardi, ma che sarebbe tornata la sera stessa. Da allora, invece, non ha dato più segni di vita. Il 20 maggio, sette giorni più tardi, fu ritrovata la sua auto: era ammaccata, uno dei due pneumatici anteriori era stato sostituito con il ruotino di scorta e sul cruscotto c’era ancora il tagliando di ingresso al parcheggio staccato alle 2 del 14 marzo. Seguendo le tracce dei due cellulari di Margherita Bisi, i carabinieri risalirono a Luca Delli: i telefoni furono trovati in possesso di due suoi amici che raccontarono di averli ricevuti in regalo proprio dal giovane fiorentino.

L’EX IMPUTATO, che la notte del 14 marzo si presentò in ospedale per farsi medicare una ferita, ha sempre ammesso di aver incontrato Margherita all’aeroporto, ma ha anche aggiunto di averla salutata dopo pochi muniti. I cellulari, invece, sarebbero stati presi dal Delli come pagamento di una dose di cocaina: niente altro che uno scambio di piaceri prima dei saluti e della scomparsa della segretaria. Secondo i giudici che il 5 marzo scorso hanno assolto Luca Delli, «la ricostruzione operata in primo grado è solo una ragionevole ipotesi e nulla esclude che la donna avesse anche un altro appuntamento. Senza contare — hanno detto i magistrati — che Delli non avrebbe avuto alcun motivo per ucciderla». Il mistero, insomma, è destinato a durare.

 

di COSIMO ZETTI










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