Sull'ipotesi di un nuovo duello Cofferati-Guazzaloca: "Non ci piacciono i film già visti, si sa come vanno a finire. Devono entrare in campo energie nuove"
Bologna, 22 luglio 2008- Bologna "ha bisogno di un amante giovane, per ridare linfa ed energia alle tante cose belle che ha". L’amante immaginato da Davide Rondoni (nella foto) — poeta e leader dei '40x40', gruppo trasversale di 40enni che raccoglie imprenditori, cooperatori e intellettuali — è il futuro sindaco. Più in generale, è l’immagine di una nuova politica 'libera dai mandarinismi'. Che mandi in pensione "il vecchiume che c’è intorno, sia nel modo di fare politica sia in quello di decidere le candidature".
D’altra parte, uno degli slogan dei '40x40' è "svecchiare la città". E di questo si è parlato ieri sera — davanti a più di 150 persone — al Caffè Terrazza Eden, via Indipendenza, all’incontro dal titolo 'Né Cofferati, né Guazzaloca: sì a cosa?', che ha riunito scontenti del Cinese e anti-guazzalochiani. Rondoni spiega la doppia negazione: "Non ci piacciono i film già visti, si sa già come vanno a finire. E’ tempo che entrino in campo energie nuove". I '40x40', almeno per ora, "non candidano nessuno". Ma dicono "no a napoleoni o napoleoncini", perché i cittadini "non sono cavalli al basto".
Sul palco, presenze bipartisan. Ma rigorosamente contrarie a una riedizione del duello Cofferati-Guazzaloca. Ci sono Manes Bernardini, coordinatore cittadino della Lega nord, Daniele Corticelli, leader della lista civica ‘Bologna capitale’, Enzo Raisi, deputato di An-Pdl. E poi Katia Zanotti (già deputato Ds, passata a Sd), Andrea Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano (unico candidato alle primarie del Pd contro Cofferati per la candidatura a sindaco nel 2009) e Stefano Bonaga, filosofo da sempre critico verso l’azione dell’ex sindacalista.
Sul punto di partenza, va detto, tutti d’accordo. Quasi mai in sintonia, invece, su possibili soluzioni dei problemi della città.
In platea, non passa inosservata Milli Virgilio, assessore alla Scuola della giunta Cofferati. Visti anche Lorenzo Tomassini (FI-Pdl) e Sergio Palmieri (Pd), presidente del quartiere Porto.
Raisi rigetta l’idea di una crisi della politica e punta il dito contro "i grandi silenzi del mondo produttivo". Ma alle prossime elezioni per il sindaco, afferma, "abbiamo una grande chance, se riusciamo a immaginare una rottura totale, a 360 gradi, rispetto al passato". Per questo, è l’invito del finiano, "chi ama questa città cominci a fare un passo avanti".
Corticelli sottolinea la necessità di "una progettualità straordinaria" per rilanciare una città in crisi. Mentre Cofferati e Guazzaloca, accusa, "sono accomunati dalla sottovalutazione della situazione di emergenza attuale". Bologna, commenta Corticelli, "è sull’orlo di un burrone: non serve un passo avanti, ma occorre fare un balzo".
Un salto che la Lega nord rifiuta di fare tentare a Guazzaloca, "già bocciato dai bolognesi nel 2004, delegittimato dal popolo alle urne". Bernardini glissa su ipotetiche primarie del centrodestra, perché "ora conta il programma, e il nostro candidato sarà il garante di questo programma".
Bonaga lancia una sfida di idee, di progetti: "C’è un anno per vedere cosa è capace di inventare questa città, che non è detto debba meritarsi la gloria". Se il rinnovamento fallirà, avverte Bonaga, "ci accontenteremo di muri e strade pulite, secondo la logica dolce e famigliare di Guazzaloca".
Forlani si è candidato alle primarie "per fare capire che la politica si può fare in modo diverso". In modo da evitare che "il confronto si tramuti in conflitto, come spesso accaduto in questo mandato", e che "il rapporto con i cittadini venga calato dall’alto".
Difetti di una politica verticistica, "scollegata dalla vita quotidiana delle persone", contro cui si batte anche la Zanotti. Che, se invita a evitare "la demagogia del rinnovamento generazionale come bene assoluto", fissa anche un punto dirimente nel rapporto fra amministrazione e cittadini: "Siamo cittadini passivi, che delegano a un sindaco- principe forte, o abbiamo voglia di essere protagonisti, di competere con la nostra fantasia per potere disegnare il futuro di Bologna?".
di l. o.
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