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Apre l'istituto Confucio: insegnerà il cinese

L'università cinese in futuro potrebbe allargare la collaborazione con l'Alma Mater, con scambi di studenti, dottori di ricerca e professori

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Via Zamboni Bologna, 22 luglio 2008 - L'Istituto Confucio approda sotto le Due Torri. L'Alma Mater ha infatti siglato un accordo con il Ministero dell'Istruzione superiore cinese per la diffusione della lingua cinese nel mondo (Hanban) per inaugurare a Bologna il quinto Istituto italiano, il 261/o nel mondo.

L'Alma mater farà da padrona di casa, offrendo una sede e alcuni operatori, in collaborazione con l'Associazione Collegio di Cina. Hanban invece invierà due lettori di lingua cinese e fornirà al centro una prima dotazione di 100 mila dollari. I lettori di cinese arriveranno dalla Renmin University di Pechino. L'università cinese in futuro potrebbe allargare la collaborazione con l'Alma Mater in vari settori scientifici, con scambi di studenti, dottori di ricerca e professori.

"Tre anni fa il numero di studenti cinesi iscritti all'Alma Mater era insignificante, oggi si avviano a diventare uno dei contingenti più numerosi e, per questa ragione, stiamo passando da una logica quantitativa a un criterio di selezione qualitativo che fa riferimento alla carriera scolastica nelle superiori e alla conoscenza dell'italiano", sostiene il prorettore Roberto Grandi, in questi giorni in Cina per avviare progetti di cooperazione tra l'Alma Mater e gli Atenei orientali.

"La presenza di un Istituto Confucio presso il nostro Ateneo è il completamento del percorso iniziato tre anni fa con la costituzione dell'Associazione Collegio di Cina", aggiunge Grandi. Oggi dunque "l'attenzione si allarga: dall'attrazione degli studenti cinesi a servizi e proposte di lingua e cultura cinese non solo rivolti agli studenti dell'Università di Bologna che studiano la Cina sotto vari aspetti disciplinari, ma anche alle forze economiche, sociali, culturali e politiche della Regione che, sempre più spesso, interagiscono con la Cina".

L'aumento di lettori di lingua cinese, attualmente ce n'è solo uno, è da tempo richiesto dalla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e dalla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, dove alcune centinaia gli studenti che studiano cinese.

L'Istituto Confucio non si limiterà ad inviare due lettori, ma in accordo con l'Università di Bologna, promuoverà varie iniziative sia di insegnamento, anche specialistico, del cinese rivolto al territorio regionale sia di diffusione delle produzioni culturali cinesi con un'attenzione particolare alla contemporaneità. Grandi ha inoltre incontrato i 50 studenti che hanno fatto richiesta di iscriversi in questo anno accademico all'Alma Mater, informandoli sia delle problematiche accademiche, sia di quelle che fanno riferimento alla gestione della vita quotidiana.










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