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IL DELITTO DI COGNE

"Annamaria uccise lucidamente,
spinta dai capricci di Samuele"

La Cassazione deposita le motivazioni della sentenza con cui hanno confermato la condanna a sedici anni per l'omicidio di Samuele. "Da escludere che sia stato ucciso da un estraneo"

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annamaria franzoni Roma, 29 luglio 2008 - Nessun "vizio di mente" riscontrato in Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne condannata per aver uccisio il figlioletto Samuele, la quale agì con "inalterata coscienza di sè e delle proprie azioni" nonchè con "razionale lucidità".

 

Lo sottolienano i giudici della prima sezione penale della Cassazione spiegando perchè, il 21 maggio scorso, confermarono la condanna a 16 anni di reclusione inflitta alla Franzoni dalla Corte d'assise d'appello di Torino.  La sentenza impugnata dai difensori della Franzoni, infatti, "è pervenuta a escludere menomazioni rilevanti della capacità di intendere e volere della prevenuta", si legge nella sentenza n. 31456, e e i giudici "hanno maturato il convincimento della piena imputabilità della giudicabile, ascrivendole il compimento di atti preordinati alla propria difesa, primo dei quali l'eliminazione o la ripulitura dell'arma del delitto", atti come tali "non rientranti nella routine quotidiana ed interpretabili pertanto come sintomo di non interrotto contatto con la realtà ed inalterata coscienza di sè e delle proprie azioni nonchè di razionale lucidità".

 

La possibilità che ad uccidere il piccolo Samuele sia stato un estraneo "è stata esclusa - ricordano gli ermellini - al di là di ogni ragionevole dubbio": una volta dimostrate "l'assoluta implausibilità dell'ingresso di un estraneo nell'abitazione e la materiale impossibilità che costui possa aver agito nel ristrettissimo spazio di tempo a sua disposizione, ed una volta esclusa, come esplicitamente fa la sentenza, ogni responsabilità da parte del marito dell'imputata e del figlio Davide - osserva la Cassazione - unica realistica e necessitata alternativa residuale è quella della responsabilità della sola persona presente in casa nelle fasi antecedenti la chiamata dei soccorsi".

 

Anche "l'avvenuta chiusura della porta, che non presentava alcun segno di effrazione - si legge ancora nella sentenza - escluderebbe in radice l'ipotizzabilità dell'accesso di un estraneo" e il mancato reperimento dell'arma del delitto, assieme alla circostanza che i Lorenzi non hanno mai denunciato la scomparsa di qualcosa "ha del tutto ragionevolmente indotto i giudici a considerare ancor più implausibile l'ipotesi della responsabilità di un estraneo". Le indagini, inoltre, sottolineano i giudici di Palazzaccio, "hanno consentito di dissolvere ogni motivo di sospetto a carico dei soggetti potenzialmente animati da inimicizia nei confronti della coppia e gravitanti nella cerchia delle loro relazioni".

 

Infine, la diagnosi di "stato crepuscolare orientato" formulata per l'imputata è "l'ipotesi maggiormente plausibile e compatibile con l'assetto di personalità della Franzoni", scrive la Cassazione, e con la "verosimile presenza in costei di un conflitto interiore il cui 'polo nascosto' poteva essere costituito dalla preoccupazione nutrita per la salute di Samuele". Personalità come quella della mamma di Cogne "affette da disturbi d'ansia con fenomeni di conversione somatica e caratterizzate da componenti isteriche" non rientrano, in quanto tali, "nel novero dei soggetti classificabili come affetti da vizio di mente". 

 

I giudici del merito, sulla base della perizia effettuata con metodo Bpa (la cui validità scientifica è "riconosciuta", osserva la Cassazione), hanno "assunto per certo che l'aggressore indossava il pigiama e gli zoccoli della Franzoni" e hanno "conseguentemente escluso - si legge nella sentenza - che quel già ridottissimo margine di tempo potesse consentire a un terzo di penetrare nell'abitazione, localizzare la vittima (che non si trovava nel suo lettino), indossare il pigiama dopo essersi spogliato dei propri abiti, dismettere lo stesso, rivestirsi ed allontanarsi dopo aver rimesso a posto gli zoccoli, senza lasciare alcuna traccia".

 

Anche altri indizi minori, quali la collocazione della casacca del pigiama sotto il piumone, le telefonate contraddittorie effettuate dall'imputata quella mattina, la "mai giustificata" scomparsa di uno dei calzini bianchi certamente già indossati dalla donna, presentano un "rilievo secondario, ancorchè non insignificante, costituito dalla riconducibilità alla Franzoni dell'esecuzione materiale del delitto": essi "rafforzano", secondo la Cassazione, "il quadro già autonomamente emergente dalla prova scientifica".

 

Quanto, infine, al trattamento sanzionatorio stabilito dalla Corte torinese, gli ermellini rilevano come "siano state valutate anche le modalità particolarmente efferate del gesto criminoso", con 17 colpi violenti che raggiunsero il bambino "reiterati nonostante il tentativo di difesa compiuto dalla vittima, testimoniato dalle lesioni riscontrate sulla sua mano sinistra", nonchè "le circostanze di tempo e di luogo dell'azione e l'elevata intensità del dolo, pur ritenuto d'impeto".

 

IL MOVENTE

 

Sono soltanto ipotesi quelle che si possono formulare sul movente che portò all'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi. La Cassazione rileva che mancano, infatti, "sicure fonti di prova" e tra le ipotesi spicca quella per cui la Franzoni abbia "agito in preda ad uno stato passionale momentaneo" per reazione a "qualche capriccio del bambino" che, a detta dell'imputata, si era svegliato ed alzato dal letto proprio mentre la mamma stava per uscire con il figlio più grande. "L'impossibilità di individuare con certezza la causale od occasione che originò il gesto clamoroso - osserva la Suprema Corte - non impedisce peraltro, data la concludenza del quadro indiziario di ascriverne la responsabilità all'imputata".

 

L'ARMA DEL DELITTO

 

L'arma con cui fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi sarebbe un "oggetto agevolmente impugnabile e dotato di manico di una certa lunghezza" adatto a consentirne "il brandeggio" e a giustificare "gli schizzi di sangue dallo stesso lasciati sul soffitto della stanza". Lo rileva la Cassazione motivando la decisione di confermare la condanna a 16 anni di carcere inflitta ad Anna Maria Franzoni. Per i giudici di piazza Cavour, è stata "ragionevolmente esclusa" l'identificabilità dell'arma in un sabot.

  • 29/07/2008 14:05
    massimo
    e allora perchè non è stata condannata all'ergastolo?
  • 29/07/2008 14:08
    jetset
    BASTAAAAAA con la Franzoni!!! Avete rotto le scatoleeeee !!!
  • 29/07/2008 14:20
    Barbara M.
    Un giorno è pazza, un giorno non lo è. Per me hanno condannato un'innocente. Prove non ce n'erano. Era antipatica ai media e l'hanno condannata. Complimenti!
  • 29/07/2008 15:09
    ROBERTO
    L'hanno pure mandata in televisione a piangere. Ringraziamo anche i vari pseudo show man con la panza e i baffi senza vergogna.
  • 29/07/2008 15:42
    Josef
    Lei è colpevole, la famiglia più di lei e per il marito non ci sono parole!
  • 29/07/2008 16:46
    sergio
    BAAAAAAAASTAAAAAAAAA!!!
  • 29/07/2008 17:15
    VANNA
    POSSIAMO CALARE UN VELO PIETOSO PER FAVORE? PIETOSO PER IL POVERO BAMBINO, PIETOSO PER LA MAMMA CHE SENZ'ALTRO FELICE NON SARA' STATA ALLORA E NON LO E' ORA, PIETOSO ANCHE PER NOI POVERI LETTORI FEDELI CHE NE ABBIAMO SAPUTE ANCHE TROPPE DI NOTIZIE ASSORTITE. GRAZIE.
  • 29/07/2008 18:13
    giustiziere
    Che la giustizia del carcere compia il suo dovere.
  • 29/07/2008 18:20
    maria
    L'arma non è nemmeno il sabot!!!! una sentenza senza arma, senza movente, schizzi di sangue sul pigiama sulla parete ma non nei capelli dell'imputata!!!! Penso che con "questa sentenza" la magistratura scriva pagine che con la giustizia non hanno niente a che fare.
  • 29/07/2008 19:05
    paolo
    Con queste conclusioni della Cassazione ci si chiede come sia concepibile una pena di 13 anni destinata ad essere ulteriormente mitigata dai vari sconti di pena.
  • 29/07/2008 20:48
    manuel
    Quante ore di trasmissioni radio-tv,quante interviste (sigh),quanti quintali di carta stampata,quante sciocchezze da (s)titolati penalisti,insomma quanta perdita di tempo per una verità che era lì ,semplice,a portata di mano e che personalmente ho sempre creduto.Ma il 4°potere(i media) sa che in italia far baraonda paga.
  • 30/07/2008 00:15
    future
    una condanna senza prove...e per esclusione...complimenti... poi pensare che una donna uccida il figlio "lucidamente e razionalmente" e non in preda ad un raptus come sembra più sensato... fa pensare che ad essere sottoposti a sedute psichiatriche dovrebbero finirci altre persone...
  • 30/07/2008 10:00
    lina
    LE SUE LACRIME DI COCCODRILLO , NON MI HANNO MAI COMMOSSA. AVETE PERSO TROPPO TEMPO PER QUESTA SENTENZA. SPERO CHE IL RIMORSO L'ACCOMPAGNI PER TUTTA LA VITA. QUESTA SARA' LA SUA PIU' GRANDE PENA DA SCONTARE. PER IL MARITO POI.....SONO SENZA PAROLE..... PER IL MARITO POI....LASCIAMO STARE , SONO SENZA PAROLE....
  • 30/07/2008 10:08
    Barbara
    Siamo sempre pronti a giudicare senza nessuna certezza Le motivazioni che spingono l'accusa a giudicarla colpevole, sono esattamente quelle che la scagionano. Ragioniamo. Avrebbe ucciso il bambino, fatto le doccia(perchè se la stanza è piena di sangue, si sarà sporcata anche lei? quindi pulisce il bagno, visto che tracce non ce ne sono, asciuga i capelli (o li il sangue non è finito?)nasconde l'arma fa sparire ogni traccia e chiama i soccorsi. In pochi minuti? Un estraneo commette il delitto e se ne va sporco e con l'arma? Poi avrà il tempo per fare le cose con calma. Un estraneo no perchè non ci sono segni sulla porta. Sono 7 anni che si sa che la porta era aperta! La telefonata ai soccorsi! Entriamo in casa e vediamo il proprio bimbo con la testa fracassata,chi fra le persone che accusano A.è sicuro di essere così lucido in un momento come quello? Però! Siamo bravi a puntare il dito!Si sono cercate solo prove contro di lei..perchè nessuno può essere stato. Poco per una condanna
  • 30/07/2008 12:47
    PSILOCYBE
    Quoto Josef.....lei è colpevole e finalmente è stato riconosciuto e quindi perchè 13anni e non l'ergastolo come a tutti i comuni mortali????Mia nonna diceva sempre che le persone cattive esistono ma che a questo mondo ce ne siamo dimenticati.....lei ,penso sia una di esse!!quale Madre sana di mente ucciderebbe suo figlio?
  • 30/07/2008 12:55
    desi
    bastaaaa non è possibile che si dia tanta importanza ad una persona così!! solo 16 anni e poi e poi.. questa è la giustizia italiana che fa del gossip su delle tragedie da punire con l'ergastolo..
  • 30/07/2008 13:30
    ALE
    cara Barbara.... dopo quello che hai detto posso dirti solo una cosa.... VAI A LAVORARE, CHE E' MEGLIO!!! colpevole, è fuori da ogni dubbio!!!
  • 30/07/2008 19:13
    axel
    Abbi lo stesso coraggio di quella mattina... questa volta su di te.
  • 31/07/2008 06:41
    Gianni
    .....Se leggete bene la sentenza Annamaria avrebbe ucciso Samuele perchè era troppo preoccupata della sua salute.... INCREDIBILE MA VERO ! Così è scritto nella sentenza!!! E a chi scrive "basta con questa storia" dico loro : ASOCIALI !
  • 31/07/2008 18:35
    Rames
    Tre sentenze hanno detto che la Signora Franzoni è colpevole ! Le sentenze vanno rispettate, e la pena (peraltro mite visto che i giudici l'hanno coniugata con la "pietas", pur in presenza di un orribile infanticidio) va rigorosamente applicata, senza ulteriori sconti di pena (a parte i 3 anni condonati per la pessima legge dell'indulto), o premi e agevolazioni. Voreei che anche ai vostri lettori venisse concessa la "pietas" di non parlare più di questo caso, di non dare più spazio a quei innocentisti (che parlano avendone una conoscenza inevitabilmente superficiale dei fatti) così poco rispettosi delle sentenze.
  • 31/07/2008 22:18
    and
    concordo pienamente con VANNA
  • 01/08/2008 00:03
    RITA
    BASTA USARE UN BAMBINO UCCISO PER ALZARE ANCORA POLVERE SU DI LUI BASTA USARE LA FRANZONI ED IL BAMBINO PER ALZARE GLI ASCOLTI E LE LETTURE NON E POSSIBILE CHE ANCORA SI INFANGHI LA MEMORIA DI QUEL BAMBINO BASTA!!!! SUA MADRE PAGHERA SPERO CHE PAGHI TUTTA LA VITA CHE IL RICORDO DI COME è MORTO SUO FIGLIO LA PERSEGUITI PER LETERNITA MA ORA BASTA!!!!
  • 04/08/2008 17:47
    toni
    ergastolo e basta ! pazza ma consapevola !
  • 04/08/2008 18:03
    sara
    che bello...per diventare una diva oggi giorno basta uccidere il proprio figlio...complimenti non c'e che dire
  • 04/08/2008 18:11
    Davide Riccomini
    Ma perchè la gente che non ne ha un' idea non se ne sta zitta? Hanno condannato la Franzoni a 16 anni e non all' ergastolo perchè nel processo di appello le hanno riconosciuto delle attenuanti contrariamente al processo in primo grado. Tutto qui, non c'è nessun mistero e nessuna dietrologia. E se l' hanno condannata state sicuri che le prove c' erano, non è stata condannata per "esclusione".
  • 05/08/2008 07:05
    uanni1974
    Mi unisco al coro di quelli che urlano BASTA DELLA FRANZONI Mi unisco a quelli che sono indignati di tutta questa celebrita' e protagonismo di un personaggio negativo Sono con quelli che pensano che non c'e' rispetto per la morte di un povero neonato ucciso Sono con quelli indignati per i solo 16 anni per una madre infanticida. Qualcuno dice che il sistema giudiziari va riformato...io credo che va rifatto di sana pianta! PEACE
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