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IL DRAMMA AL PARCO

"I giochi? Il controllo non era previsto"

Pesante accertamento del pm: fino al 1° maggio nessun tipo di manutenzione specifica era stato previsto dal Comune per le installazioni dedicate ai bimbi. Solo da tre mesi, con la coop Avola, viene indicata una figura specifica

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Una delle altalene messe sotto sequestro al parco John Lennon Bologna, 1 agosto 2008- Nessuna direttiva specifica sul monitoraggio dei giochi istallati nei giardini pubblici. E di più: nella catena di appalti e subappalti affidati dal Comune e relativa alla gestione del verde e degli arredi pubblici la parola ‘giochi’ nemmeno compariva, almeno fino al 1 maggio scorso, nelle deleghe ricevute dalle due cooperative (Operosa e Agri 2000) titolari dell’appalto per la manutenzione del verde e degli arredi. E così tra divisioni di compiti poco chiare e ricorso ad affidamenti esterni anche per un semplice intervento di riparazione (come quello avvenuto nel novembre del 2006 sull’altalena ‘sotto accusa’) quello contenuto nella relazione arrivata sul tavolo del pm Morena Plazzi che indaga sull’incidente del 19 luglio al parco John Lennon per il quale Karim, 7 anni, lotta ancora per la vita, è un panorama confuso e farraginoso. Che ci fossero dei ‘vuoti’ organizzativi nella supervisione dei giochi era evidente sin dai primi primi giorni dell’inchiesta.

Ma ora la relazione, con documentazione annessa, arrivata ieri nel ‘palazzo di vetro’ di piazza Trento e Trieste dalla pg della Municipale che conduce le indagini e le audizioni dei giorni scorsi, hanno fugato ogni dubbio: fino a tre mesi il Comune non aveva affidato alle cooperative Operosa e Agri 2000 che si occupano in appalto della manutenzione dei parchi, la supervisione e il monitoraggio cadenzato dei giochi.

Tutto è cambiato con il nuovo contratto firmato il primo maggio scorso, dove il capitolo "giochi" viene non solo preso in esame ma anche delineata la figura di una sorta di super esperto dei giochi qualificato e formato ad hoc proprio per occuparsi di altalene, scivoli e giostre. Una figura specializzata la cui formazione spettante alla cooperativa Avola (la stessa che istallò in subappalto l’altalena sotto accusa nel parco John Lennon e che, sempre in subappalto ne sostituì la corda rotta nel novembre del 2006) e alla quale era stata affidata la manutenzione specifica dei giochi, non era però ancora stata ultimata al momento dell’incidente. Ed è chiaro che proprio alla luce del ‘vuoto’ normativo da parte del Comune che, almeno fino al maggio scorso affidava la manutenzione dei giochi alle segnalazioni dirette di cittadini o del quartiere senza prevedere un controllo cadenzato (come invece veniva imposto, per garantirne la sicurezza, dalla ditta produttrice dell’altalena crollata al John Lennon) la procura sta valutando l’ipotesi di eventuali profili di responsabilità penale da parte del Comune, nell’inchiesta aperta dopo il drammatico incidente.

E se sono stati ascoltati dagli investigatori, oltre al direttore del settore ambiente e verde urbano del Comune, Roberto Diolaiti, anche i rappresentanti delle quattro cooperative aderenti al consorzio che, dal 2003 al 2008, avevano in appalto la gestione del verde pubblico (Manutencoop, Global service, Agri 2000 e Avola) il magistrato ha anche preso a verbale i pochissimi e reticenti testimoni presenti nel parco al momento dell’incidente. Persone che per chissà quale paura si sono limitati e a fatica a raccontare quella caduta non aggiungendo altro. Non è stato così per un’altra mamma, bolognese di 38 anni, che ha deciso invece di presentarsi spontaneamente agli inquirenti raccontando di essersi accorta, il giorno precedente, di quella corda sfilacciata dall’usura e di aver parlato di questo con altri genitori che avevano sostenuto di averlo già segnalato nei giorni precedenti.

Interrogati infine anche gli operai di Operosa che la sera del 19 luglio, appena un’ora dopo l’incidente, si sono affrettati a portar via l’altalena facendola sparire dal parco ancor prima dell’arrivo della polizia municipale. "E’ stata segnalata al call center una situazione pericolosa — è stata la loro risposta — e noi ci siamo limitati a intervenire come di prassi". Ora la Procura che sulla base dei documenti e delle testimonianze dovrà tirare le somme e valutare le varie responsabilità penali, disporrà una perizia tecnica sui resti della corda e sull’altalena. Prima della quale, anche per consentire agli eventuali coinvolti nell’inchiesta di parteciparvi attraverso un legale, iscriverà i primi nomi sul registro degli indagati. 

di Emanuela Naldi










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