Istruzioni (semiserie) per l'uso a beneficio della futura presidentessa Menarini, 44 anni, single, tifosissima del Bologna e buona tennista. 'Ti auguro che la città sia gentile con te -dice Giorgio Comaschi- ma se lo è stata con Tacopina...
Dunque, parliamoci chiaro, siamo molto confortati perché innanzitutto Menarini è un plurale (i Menarini nel senso di famiglia), mentre Tacopina era un singolare femminile. Ma comunque sia molto meglio una Menarina che una Tacopina. Dell’americano non è rimasta più nemmeno la calotta di gel trovata in via Indipendenza, l’inceneritore ha fatto la sua parte e adesso al limite la respiriamo quando c’è la cappa. Non c’è più nemmeno la spazzola brizzolata di Cazzola. Adesso c’è un caschetto biondo di una gentile ragazza (ci sono delle donne che si devono chiamare ragazze, lei è una di quelle) a cui il papà ha messo sul comodino una cosa strana chiamata ‘Bologna calcio’ che quando lei nasceva stava vincendo lo scudetto.
Fa un po’ impressione pensare che è coetanea del figlio di Nielsen, Enrik, che oggi vive felicemente a San Francisco negli States. Chissà, se Bernacci quest’anno avesse un figlio magari fra quarant’anni… Va bè, non lasciamoci andare con i corsi e ricorsi storici che ci hanno portato bene e accogliamo (probabilmente, perché bisogna ancora usare il se) una Bologna al femminile con gli occhi azzurri. Avevamo provato ad avere una sindaca anni fa, ma non è andata bene. Oggi forse abbiamo una presidentessa.
Ah, Francesca, querela subito chi ti associa a Rossella Sensi. Quelli di Roma li lasciamo a Roma, sono mori e hanno gli occhi scuri e mangiano cose molto pesanti. Noi che voliamo leggeri sulle nostre tagliatelle e le nostre lasagne (leggeri si fa per dire), sulla Bologna un po’ borazza e un po’ trascurata nel calcio che, a parte Cazzola, ha visto, in questi ultimi quarant’anni, una sfilata di gente assolutamente degna del grande Fellini. Dal fularino fulascoso di Brizzi, ai night club di Conti, dalle manette di Fabretti ai cessi di Corioni, oggi noi, finalmente, intravvediamo un barlume, una luce, in fondo al nostro sempiterno tunnel. Spero tu ci stia pensando, Francesca. A tutto quello che significa essere presidenti di una squadra di calcio. Al fatto prima di tutto di doverti sedere al tavolo dei discorsi con gente in giacca e cravatta, ma che nella giacca, dietro, sulla schiena, ha un’asola. Sai a cosa serve quell’asola? A far passare la pinna da pescecane che piegata non ci sta. Tutti così, Francesca. Tutti buoni, tutti gentili, ma con la pinna dietro, tienilo sempre presente. Anche se vedi la giacca senza rigonfiamento, normale, voglio dire, non fidarti. La pinna è la sotto e guardaci bene perché l’asola da qualche parte c’è.
Avrai a che fare con un mondo di calciatori, ma anche con un mondo di ‘camerieri’ dei calciatori che soffiano, aizzano, tramano nell’ombra come un magma incontrollabile ai quali i ‘tatuati’ affidano, con la generosità tipica dei tatuati, fiducia, soldi, a volte mogli… Un mondo di Tacopini, di cioccapiatti, di fotografie sui giornali, di promesse, di boom, spari, petardi, proclami, ciarlatani e parlatori. La vanvera del calcio. La vanvera di un mondo spesso a vanvera.
Ci vuole l’occhio. E il babbo l’ha visto. Ha visto che tu ce l’hai e ti sta mettendo in pista. Dovrai fare i conti con un universo assolutamente pubblico che forse non ami. Io spero solo che Bologna, nel caso tu ti siederai su quella poltrona, sia gentile (se lo è stata con Tacopina, cavolo…!) con chi ci prova da un punto di vista diverso, quello femminile. Senza gel e senza appartamento al Baglioni. Ma da bolognese che sta a Bologna, per Bologna (come aveva provato a fare per onor di cronaca, anche Cazzola).
Che 1 più 1 faccia 2, Francesca, cosa che nel calcio è di una difficoltà enorme. Buona fortuna. E occhio alle giacche.
Giorgio Comaschi
La fascia regionale di 'Miss Eleganza Emilia Romagna 2008' e il relativo passaporto per le prefinali nazionali di
Salsomaggiore è andato a Alyssa Polyshuk, 17 anni, studentessa, nata in Ucraina e residente da undici anni in
provincia di Bologna. E' alta 1.70, capelli castani e occhi azzurri, con una grande passione per la danza classica
e hip hop, arrivata alle finale regionale di Pavullo, portandosi in dote la fascia di Miss Bologna 2008