Intervista al Prefetto: "Positiva una compartecipazione sulla sicurezza. Presto 30 carabinieri tolti da via Mattei sorveglieranno gli obbiettivi sensibili". Prostituzione? "Va verificata la pericolosità. E serve un provvedimento nazionale"
SICUREZZA: nuovi poteri sono stati concessi ai sindaci in un decreto prodotto ieri al termine della riunione della conferenza Stato-città presieduta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. «Il sindaco — ha spiegato il ministro — interviene per prevenire e contrastare: le situazioni urbane di degrado quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio e i fenomeni di violenza legati all'abuso di alcol; le situazioni di danneggiamento al patrimonio pubblico e privato; l'incuria, il degrado e l'occupazione abusiva di immobili; l'abusivismo commerciale e l'illecita occupazione di suolo pubblico; i comportamenti, come la prostituzione in strada e l'accattonaggio molesto che offendono la pubblica decenza».
Ma un sindaco «protagonista e non comprimario della sicurezza sul territorio», per usare le parole del ministro Maroni, sarà un’intrusione per lei?
Sorride: «Assolutamente no. Il problema è di così grande portata che è impensabile fronteggiarlo solo con le forze di polizia. Mi piace leggere questi nuovi poteri come una compartecipazione ancora più stretta sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico». Il prefetto Angelo Tranfaglia lo aveva già anticipato ad aprile, appena arrivato. Incontrando i sindaci aveva detto: «La pubblica sicurezza è sempre più destinata ad uscire dalla sfera esclusiva dello Stato per entrare in quella di tutti i soggetti che concorrono a regolare, anche per singoli profili, la vita delle comunità. Essa è orientata sempre più a diventare diffusa e partecipata, chiamando in causa la responsabilità e l’impegno diretto del sistema autonomistico». Ora Tranfaglia chiarisce: «A Bologna il senso di insicurezza è determinato in gran parte dal degrado. Quindi è molto positivo che il Comune possa incidere per eliminare queste situazioni». Ma guai a parlargli di ‘sindaci sceriffi’. Prefetto di popolo sì, ma allergico alle definizioni giornalistiche.
Cosa cambia per chi lavora in piazza XX settembre, assediato dallo spaccio, o per chi abita sui viali e ogni giorno ha la sua dose di lucciole sotto casa?
«Quei cittadini sanno che da oggi anche il sindaco ha poteri diretti per intervenire su sicurezza e decoro urbano».
Quali sono i limiti dell’azione?
«I principi generali dell’ordinamento. Il sindaco, e il decreto lo spiega chiaramente, può adottare tutto ciò che è funzionale a prevenire il pericolo per la sicurezza urbana e per l’incolumità dei cittadini».
In queste ore si discute molto del foglio di via per le lucciole. Bologna copierà Rimini?
«Intanto bisogna chiarire che la competenza è del questore. Serve un accertamento serio sulla pericolosità sociale, prima. E comunque sarebbe opportuna un’omogeneità nell’interpretazione e quindi nell’adozione del provvedimento. Altrimenti si correrebbe il rischio, fra l’altro, di spostare il problema da una zona all’altra».
Mettiamo che la questura di Bologna emetta molti fogli di via, ogni giorno. Cosa rischia chi non ottempera?
«Provvedimenti di questo genere hanno comunque una loro deterrenza, quando fondati su valutazioni approfondite che accertino la pericolosità sociale. Anche se, purtroppo, va rilevato che l’inottemperanza non comporta conseguenze di particolare rigore».
Signor prefetto, prima del suo arrivo, a ottobre dell’anno scorso, c’è stato un momento di tensione istituzionale. Il sindaco ha lasciato il comitato per l’ordine pubblico perché non ha condiviso la ‘regia’ di Prefettura e Questura su un corteo. Se il problema si ripropone?
«Fermo restando che anche nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica — strettamente connessi — l’opinione del sindaco è fondamentale, sull’ordine pubblico in senso stretto la responsabilità generale fa capo comunque al prefetto e quella tecnica al questore. E in particolare in piazza al responsabile dei servizi specifici. E’ il comitato, in ogni caso, la sede naturale della sintesi. Normalmente, anche su questo tema, tutti i comportamenti sono condivisi. E la mia esperienza qui a Bologna lo conferma».
Intanto ha recuperato forze per un controllo straordinario della città, con i soldati di pattuglia al centro immigrati di via Mattei.
«Quelle forze saranno utilizzate secondo gli obiettivi del patto per la sicurezza, che ha già dato ottimi risultati e ha portato in città 150 uomini in più. Saranno servizi elastici, per avere il massimo di efficacia. Vuol dire, anche, più pattuglie a piedi e più volanti. Massima attenzione ad accogliere le indicazioni dei cittadini, ad esempio per un controllo straordinario dei parchi, di via Indipendenza o di piazza XX Settembre. Stanno girando il camper della polizia e la stazione mobile dell’Arma. Nei prossimi giorni potremmo anche utilizzare i trenta carabinieri del Battaglione, prima impegnati al Cie, nella vigilanza degli obiettivi sensibili, come la sinagoga o l’università americana».
di RITA BARTOLOMEI
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