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EX CAMPO DI PRIGIONIA

Alle 'Caserme Rosse' fosse comuni
La Procura apre un fascicolo

Decine di migliaia di civili e militari furono internati nella struttura, alla periferia di Bologna, fra il settembre 1943 e l'ottobre del 1944 prima di essere deportati nei campi di concentramento nazisti in Germania

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DEPORTAZIONI BOLOGNA, 8 AGOSTO 2008 - La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo sulle presunte fosse comuni delle Caserme Rosse, il piu' grande lager italiano di trasferimento dei deportati verso la Germania nella Seconda Guerra Mondiale. In concomitanza del 65^ anniversario della caduta del fascismo (il 25 luglio del 1943), il presidente dell'Anpi della Bolognina, Armando Sarti, ha presentato un esposto in Questura con nuovi elementi per provare che le fucilazioni dei detenuti erano all'ordine del giorno alle Caserme Rosse: in particolare, sono stati evidenziati nuovi dettagli in una fotografia scattata nel '44 da un areo-ricognitore della Raf che mostrerebbero tracce di trincee appena scavate, all'apparenza fosse comuni nelle quali seppellire i cadaveri dei detenuti fucilati.

Il questore Luigi Merolla ha girato l'esposto a piazza Trento e Trieste, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio plurimo (con la possibilita' in futuro di aggiungere l'aggravante delle sevizie). Ma prima che i magistrati bolognesi, coinvolti forse per la prima volta nell'accertamento di quanto accadde nel lager al civico 147 di via di Corticella, possano di fatto scavare alla ricerca dei resti dei prigionieri, dovra' essere chiarita tutta una serie di questioni. Per questo, dall'ufficio del procuratore Luigi Persico oggi e' partita una lettera per il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati: una richiesta di collaborazione, per conoscere, in primo luogo, la "sommaria classificazione catastale dell'area" e se vi siano stati autorizzati dei lavori che prevedono opere di scavo per settembre-ottobre. Nel caso, quelle ruspe dovranno essere fermate, altrimenti si potra' procedere con maggiore calma.

 C'e' poi da sciogliere il nodo della giurisdizione e del tipo di reato sul quale eventualmente indagare. Si tratto' di crimini commessi da militari tedeschi? Nel qual caso la questione riguarderebbe la magistratura militare. C'e' da presupporre, tuttavia, la presenza di gerarchi fascisti. E ancora: ci fu davvero reato? Se fosse cosi', si tratta di crimini prescritti o no? Per l'omicidio plurimo commesso con sevizie, per esempio, non c'e' prescrizione.
Insomma, si tratta di valutare le questioni della giurisdizione e della procedibilita' dei reati. In ogni caso, se vi fosse la sensazione che le Caserme Rosse nascondano da oltre sessanta anni i resti dei deportati, andrebbero comunque recuperati. Un compito, in caso di non precedibilita', che spetterebbe all'amministrazione.
Intanto, le nuove tecnologie possono venire in soccorso di chi cerca la verita' su quel periodo. Il Gpr (ground penetration radar) puo', ad esempio, aiutare a capire si li', a ridosso del muro di cinta del lager, ci siano effettivamente delle buche.
 

L'analisi della forografia eseguita dall'archeologo dell'Universita' di Bologna, Xavier Gonzales Muro, ha individuato una serie di tracce (16) rettilinee lunghe tra i 15 e i 20 metri e larghe tra i 2 e i 2,5: lunghe trincee, secondo il ricercatore, ricoperte di terreno di risulta dello scavo. Fosse comuni, secondo Sarti, che in passato rivelo' di aver scoperto i segni dei proiettili su un muro di cinta, rivolgendosi persino al Ris.
Segnalazioni senza esito, finche' non sono state passate alla Procura che ha deciso di procedere in base al principio dell'obbligatorieta' dell'azione penale.










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