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Arriva Okaka. C’è Domizzi per la difesa

Presto libero il centrale che vuole lasciare Napoli, dove gioca da due stagioni. Salvatori: "Da un momento all'altro la Roma potrebbe avere Baptista dal Real e cedere Okaka". La caccia agli attaccanti non è finita: in lizza Dedic e Succi

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Okaka Bologna, 12 AGOSTO 2008 - Okaka è più vicino al Bologna. Lo dice Salvatori: "Da un momento all’altro la Roma potrebbe avere Baptista dal Real Madrid e cedere Okaka". In prestito, naturalmente. Se il giovane attaccante italiano, di origine nigeriana, arrivasse subito, il Bologna potrebbe programmare meglio le sue ultime escursioni sul mercato: "E’ vero — continua Salvatori — che due settimane di tempo potrebbero bastare per capire se Okaka può dare anche in serie A precise garanzie". Il direttore sportivo del Bologna trasforma i paletti economici che trova sul suo cammino in ferrei principi: "Non mi spaventa l’idea di ingaggiare un attaccante che in serie A non ha ancora giocato. Anzi: io dico che se un giocatore è bravo bisogna dargli in fretta l’opportunità di dimostrarlo. L’esempio di Toni, che è sbarcato in serie A a ventisei anni e che poi ha segnato più qualunque altro attaccante italiano, mi sembra calzante".

 

Calza, certo. Ma in quanto a "scommesse" il Bologna ormai ha fatto il pieno. Anche Bernacci è all’esordio in serie A e averne due su tre (il terzo è Marazzina) ancora a digiuno di "massimi sistemi" potrebbe essere un azzardo. Poi: se la regola è due giocatori per ogni ruolo, al Bologna mancano due attaccanti, non uno. Sempre che la speranza di ottenere il meglio da Adailton schierato seconda punta, non induca i dirigenti del Bologna ad aspettare Okaka per dichiarare sistemato l’attacco.
Salvatori ha una via d’uscita: "Dopo la prima di campionato c’è subito la sosta. Potremmo sfruttarla per la cura dei dettagli".
Dettagli mica tanto. E’ dalla caccia alla punta che si capirà quale ruolo il Bologna intenderà avere nel campionato di serie A, inseguito per tre stagioni a costo di sacrifici e di tante vicissitudini.

 

Per ora, la squadra non sembra destinata a vivere senza patemi nel paradiso ritrovato. Ci può anche riuscire, se tutto le va per il verso giusto: se gli stranieri sono stati "indovinati", se gli esordienti si dimostreranno all’altezza della situazione, se i veterani confermeranno le loro qualità, se il gruppo che Arrigoni sta forgiando saprà sopperire con il carattere e con la forza a qualche (ancora teorica) carenza. Se, se, se.
Salvatori tiene il profilo basso: un po’ perchè crede nella squadra che ha allestito in fin qui, un po’ perché non vuole pagare un prezzo fuori mercato gli altrui esuberi. Arrigoni ha detto che l’attacco lo preoccupa e che vorrebbe una punta alla Di Michele. Il che, almeno per un po’, esclude l’arrivo di Di Michele. Nessuno dice mai pubblicamente quale giocatore spera di ottenere, a meno che sia disinteressato al lievitare dei prezzi. Non sembra questo il caso del Bologna.

 

Circa Suazo, un altro che potrebbe arrivare in prestito, i dubbi del Bologna sono legittimi. Se l’Empoli cede Pozzi (pronto per giocare a novembre) a titolo definitvo per sette milioni, ha senso spenderne sei o sette milioni per una sola stagione in rossoblù dell’honduregno? Perchè la cifra da sborsare sarebbe quella: Suazo, infatti, guadagna fra i tre e i tre milioni e mezzo di euro netti. Al lorodo, il doppio. E ringraziare pure, se l’Inter non chiede un indennizzo. Le alternative portano ancora in serie B: a Ravenna per Succi e a Frosinone per Dedic. Salvatori, ovviamente, nega anche la caccia a un difensore centrale simile alla punta che manca, ovvero di grande rendimento e altrettanta esperienza. Ma il Napoli presto sarà in grado di liberare Domizzi, che ha disperaramente chiesto di andarsene "per motivi personali". L’uomo giusto per la difesa potrebbe essere lui.

 

di Stefano Biondi










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