Da sabato tutti i depositi di denaro o di titoli rimasti inattivi per dieci anni sono passati allo Stato. In città, nelle casse di Carisbo e Unicredit, solo i libretti al portatore 'dormienti' sono oltre duemila
Bologna, 19 agosto 2008 - Un conto da 160.000 euro. Più di 300 milioni di vecchie lire. Appartiene certamente ad Unicredit Banca il campione dei conti correnti ‘dormienti’ di tutta la provincia di Bologna. Il tesoretto dimenticato dal suo legittimo proprietario, un correntista bolognese il cui nome non può essere divulgato per motivi di privacy, è depositato presso una delle filiali cittadine del gruppo e potrebbe risultare un vero record anche a livello nazionale. Si tratta, infatti, di una cifra difficilmente eguagliabile, visto che la stragrande maggioranza dei rapporti bancari ‘dormienti’ depositati presso gli istituti di credito italiani non supera in media gli 800 euro.
Il super-conto milionario non è stato rivendicato da nessuno, nonostante la banca abbia già provveduto da tempo ad avvisare i titolari del deposito tramite raccomandata. E ora che il termine previsto per ‘svegliare’ i depositi dormienti è scaduto — c’era tempo fino a sabato (mentre quello relativo ai libretti postali scadrà il 26 agosto) — la somma in questione andrà ad alimentare il Fondo istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per risarcire le vittime dei crack finanziari: Parmalat, Cirio e bond argentini. E’ lì che finiranno, infatti, tutti i depositi di denaro o di titoli obbligazionari, del valore minimo di 100 euro, che sono rimasti inattivi per almeno 10 anni, perché i loro proprietari non li hanno fatti oggetto di alcun tipo di operazione.
Ci vorrà più tempo, invece, per calcolare quale sarà l’ammontare complessivo dei conti ‘dormienti’ depositati presso gli istituti di credito bolognesi. Se a livello nazionale si parla di valori attorno agli 8 miliardi di euro (più altri 800 mila derivanti dai libretti postali), per avere le prime stime locali si dovrà attendere ancora qualche settimana. Si annunciano, comunque, cifre di un certo rilievo. A dirlo sono gli elenchi dei libretti e titoli al portatore pubblicati dalle varie banche nei loro siti Internet. Nel solo portale dell’Unicredit si contano più di 700 depositi ‘dormienti’, mentre alla Carisbo (dove i conti ‘risvegliati’ raggiungono il 13,7% del totale ) siamo a quota 1.340.
Quanto al rischio di veder sparire il proprio habeo per distrazione o dimenticanza, nessuna timore. E’ vero che il termine è scaduto sabato. Ma la titolarità dei rapporti bancari inattivi può essere rivendicata anche oltre le scadenze fissate dalla legge. Gli istituti di credito, sostiene l’Abi, hanno tempo fino al 16 di dicembre per devolvere le somme raccolte al Ministero e, fino ad allora, i clienti ritardatari potranno rivolgersi alla propria banca. Mentre, da quella data in poi, potranno reclamare la titolarità dei loro conti direttamente al Fondo ministeriale.
di Nicola Cappellini
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