Provincia seconda in Italia: reddito medio di 20.890 euro a contribuente. Mettendo sotto la lente i risultati dei singoli comuni, la medaglio d’oro in provincia tocca a San Lazzaro di Savena
Bologna, 19 agosto 2008 - Bologna è sul podio delle province più ricche d’Italia: è sua la medaglia d’argento, dietro a Milano e davanti a Roma. Sotto le Due Torri, infatti, l’anno passato è stata di 20.890 euro la dichiarazione media per contribuente. A fronte dei 23.183 euro della realtà lombarda e dei 20.193 dei laziali; in Italia la media è di 16.249 euro. Il risultato emerge da numeri forniti da ministero dell’Interno e Istat, che sono stati elaborati e pubblicati ieri dal quotidiano economico ‘Il Sole 24 Ore’. Sotto la lente, nella speciale classifica, le cartelle Irpef. La graduatoria si basa su una proiezione dei redditi del 2006, attualizzati ai tassi d’inflazione del 2007.
Entrando nel dettaglio, balza pure all’occhio come dal 1999 il reddito medio di chi risiede tra città e provincia sia salito del 6,8%, distanziando di non poco il 2% registrato a livello nazionale. Sotto questo profilo, comunque, c’è chi ha fatto meglio: Bologna si trova al 13esimo posto in classifica, Aosta è davanti a tutti con un più 11% e Milano la segue con un più 10,6%.
Mettendo sotto la lente i risultati dei singoli comuni, la medaglio d’oro in provincia tocca a San Lazzaro di Savena: è il municipio più ricco con 23.558 euro dichiarati in media. In fondo alla lista c’è Lizzano in Belvedere, con 14.553 euro, mentre se si allarga la fotografia all’Imolese il comune più povero è Castel del Rio, dove la media è di 13.917 euro. San Lazzaro, comunque, resta al vertice se si dà una sguardo al reddito per famiglia, con i suoi 41.329 euro. Meglio, però, fa Monte San Pietro con 41.546 euro, mentre Bologna è più in giù con 35.961 euro.
Allargando l’analisi alla regione, inoltre, si nota come il reddito medio dichiarato sia più basso rispetto al Bolognese, posizionato sui 18.303 euro; la crescita dal 1999 è stata del più 5,9%. L’Emilia Romagna resta però fuori dal podio italiano. La ‘lotta’ per le medaglia è una questione che vede protagoniste la Lombardia, dove la dichiarazione Irpef vale in media 20.172 euro, la Valle d’Aosta (18.487 euro) e il Lazio (18.336). E nella dinamica della ricchezza i sorrisi restano pochi: sempre i valdostani sfoggiano un pesante più 11%, seguiti dalla Liguria con un più 7,6% e dalla Lombardia con un più 7,5%.
Le buone notizie arrivano però se si analizzano altri dati. Chi vive in città e in regione, infatti, sembra al riparo dalla morsa dell’inflazione. Nel duello tra ricchezza e costo della vita, il più 5,9% emiliano romagnolo assicura un paracadute contro il carovita che, secondo l’ultima stima della Banca centrale europea, dovrebbe toccare quota più 3,4% alla fine dell’anno. A livello nazionale, tutte le regioni del Nord viaggiano sopra i 17mila euro di reddito, al Centro si oscilla invece dagli oltre 18mila del Lazio ai 16.958 della Toscana, fino ai 15.337 euro dell’Umbria. Il vero stacco è però con il Sud: nessuna regione, tranne l’Abruzzo va oltre i 13mila euro. La Calabria e la Basilicata sono addirittura sotto gli 11mila, con la prima a un minimo di 10.201 euro a testa e un crollo dei redditi negli anni considerati di ben il 14%. Tra le città maglia nera a Crotone: reddito medio pari a 9.356 euro.
di Matteo Naccari
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