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IL ROGO DI VIA SARAGOZZA

Palazzo Albergati: c'è un sesto indagato
E' il proprietario dello storico palazzo

Secondo la denuncia dell'avvocato Veneto l'uomo 82enne, come committente dei lavori di rifacimento del tetto, sarebbe responsabile di una serie di carenze sul piano della sicurezza

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L'incendio di via Saragozza Bologna, 21 agosto 2008 - C'è un sesto indagato nell'inchiesta della Procura di Bologna sul rogo che circa due settimane fa ha distrutto palazzo Albergati, la storica dimora del '500 di via Saragozza, nel centro storico. Il pm Luigi Persico ha iscritto nel registro degli indagati il proprietario del palazzo, Camillo Bersani. Un atto dovuto dopo la dettagliata denuncia presentata dall'avvocato Armando Veneto che difende la collega Daniela Di Francia che nel rogo ha perso lo studio legale. Denuncia a cui si è aggiunta quella dell'avvocato Francesco Maisano, anch'egli nelle stesse condizioni della Di Francia.

 

Al momento sono le uniche denunce, ma non è escluso che altre ne giungano nei prossimi giorni. Per Bersani l'accusa formulata dal magistrato è di cooperazione in incendio colposo. Secondo la denuncia dell'avvocato Veneto l'uomo 82enne, come committente dei lavori di rifacimento del tetto che poi hanno causato il rogo, sarebbe responsabile di una serie di carenze sul piano della sicurezza.

 

Ad avviso dei denuncianti, infatti, la nomina dei responsabili delle sicurezza del cantiere sarebbe stata solo fittizia perchè in realtà sarebbe stato lo stesso Bersani a coordinare i lavori dell'impresa di Monterenzio incaricata di coibentare e rimettere a nuovo il tetto. L'anziano proprietario in questa vicenda allo stato ha un doppio ruolo. Oltre a quello di indagato riveste pure quello di parte offesa. All'udienza del prossimo 4 settembre, quando il magistrato darà l'incarico ai due consulenti dell'accusa, l'ingegnere Massimo Bardazza e il chimico Onelio Morselli, oltre agli indagati parteciperanno anche Hera, in qualità di responsabile dell'acquedotto, e il Comune di Bologna. Entrambi parteciperanno come parti interessate agli esiti degli accertamenti peritali e come potenziali responsabili civili del disastro per il famoso tombino bitumato.

 

Il magistrato ha invitato pure il Ministero dei Beni culturali dato che il palazzo era storico e nell'eventualità in cui dovesse venire fuori che nel rogo è andato distrutto qualche affresco o altro bene tutelato dalla Soprintendenza. Gli altri indagati, come emerso nei giorni scorsi sono cinque e devono rispondere di incendio colposo: si tratta del titolare dell'azienda che stava eseguendo i lavori di coibentazione del palazzo, Mauro Santi, del suo operaio ucraino e regolare, dei due responsabili della sicurezza del cantiere, Alessandro Alpi e Franco Stefanelli, e del direttore lavori Carlo Pignatti.










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