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Cazzola rompe il silenzio
"San Siro la mia trasferta premio"

"Il Bologna mi mancherà, il ruolo di presidente proprio no". E aggiunge: "Potrei lasciare prima del previsto, magari nei giorni della sosta. Ma allo stadio verrò" 

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Cazzola Bologna 29 agosto 2008 - Le dirigenze parallele. Il Bologna ne ha una che fa capo al presidente uscente, Alfredo Cazzola, e un’altra che si è insediata ai primi di agosto, non appena Renzo Menarini, già socio di minoranza nella gestione precedente, ha annunciato la sua disponibilità a rilevare l’intero pacchetto. Un’anomalia gestita dai due "correntoni"dirigenziali all’insegna di una estrema correttezza, che ha generato un lungo silenzio. Cazzola è un presidente che conosce la sua data di scadenza ("Il 30 settembre - dice - ma il passaggio di consegne potrebbe anche avvenire nei prossimi giorni, approfittando della prima sosta di campionato"), quindi poco propenso a dibattere di ciò che presto non lo riguarderà più da vicino.

 

Tacere era il solo modo che Renzo Menarini così come sua figlia Francesca (candidato unico alla presidenza) e il direttore generale Pier Giovanni Ricci avevano per non scavalcare il presidente ancora in carica. E quello hanno adottato. Morale: per qualche settimana, non ha parlato nessuno.Fino a ieri, quando Cazzola è andato a vedere il Bologna (mascherato da Arrigoni) in amichevole a Castel San Pietro, mettendo fine alla piccola anomalia. Inevitabile: ascoltare una voce dirigenziale che celebri il ritorno del Bologna nel calcio di prima classe è anche più ovvio dell’accortezza che ha indotto il silenzio bilaterale.

 

"Per me - attacca Cazzola - la partita in casa del Milan ha il valore di una trasferta premio". Il premio per essere stato sempre in prima pagina, sempre seduto su quella moto da cross che era il Bologna retrocesso in B, senza parabrezza nei giorni di pioggia e senza la possibilità di staccare le mani dalla manopola del gas anche quando delle curve non si vedeva la fine. Si sa, e Menarini è stato il primo a rendergliene merito: il Bologna in serie A glielo ha riportato Cazzola, anche se al distributore la benzina la pagavano in due.

 

Chi sta per uscire non ha rimpianti: "Sono sereno e sono felice di quanto è avvenuto. Il calcio, visto con l’occhio del presidente, non mi mancherà. Se poi avrò voglia di venire allo stadio a vedere le partite del Bologna, beh, credo che un pass per entrare qualcuno me lo potrà anche concedere".
Cazzola conferma l’ipotesi della prima donna alla presidenza del Bologna ("Sì, credo che l’incarico sarà dato a Francesca, la figlia di Menarini") e smentisce l’ipotesi che vuole nuovi alleati subito al fianco del patron ("Nessun imminente ingresso in programma"). Poi è inevitabile scivolare verso il mercato: "Con il probabile arrivo di Marchini chiudiamo la campagna acquisti e vediamo se si apre quella della cessioni". Che è vero, salvo occasioni dell’ultima ora.

 

Pozzi no: "Al suo posto abbiamo preso Di Vaio e credo che la scelta si rivelerà indovinata. Piuttosto, mi dispiace che, trattenendo Okaka, la Roma sia venuta meno alla parola data. Dopo aver preso un impegno non ci si nasconde dietro il dito dell’allenatore che ha cambiato idea sul giocatore". Sulle qualità del Bologna, invece, è meglio non sbilanciarsi: "La squadra è cambiata tanto, Arrigoni ha il suo daffare. Il cantiere è ancora aperto". Prima di domenica non chiuderà.
 

di Stefano Biondi










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