È quanto sostiene il direttore generale Angelo Bruschi, intervenendo in merito alle polemiche sulle condizioni in cui i pompieri hanno lavorato per spegnere l'incendio che circa un mese fa ha distrutto l'edificio storico del centro
Bologna, 5 settembre 2008 - «Siamo certi che i periti nominati ieri dalla Procura della Repubblica potranno accertare che nel corso delle operazioni antincendio di Palazzo Albergati la disponibilità di acqua necessaria era abbondantemente assicurata dalle sette bocche antincendio presenti nella zona». È quanto sostiene il direttore generale di Hera Angelo Bruschi, intervenendo in merito alle polemiche sulle condizioni in cui i pompieri hanno lavorato per spegnere l'incendio che circa un mese fa ha distrutto Palazzo Albergati, edificio storico del centro di Bologna.
«Ricaviamo questa convinzione - prosegue Bruschi - anche dalla circostanza che i Vigili del fuoco impegnati nello spegnimento dell'incendio hanno chiesto all'assistente del pronto intervento di Hera, già da tempo presente sul luogo, di rendere disponibile l'idrante coperto da uno strato di bitume in via Nosadella alle ore 19, motivando la richiesta in relazione, non tanto ad una supposta carenza d'acqua, ma allo scopo di contenere l'area occupata dai mezzi operativi».
«Solo su questo dato oggettivo, e strettamente correlato all'evento, si concentrerà la linea difensiva di Hera, in quanto riteniamo del tutto irrilevante ogni querelle sulla competenza/proprietà delle bocche antincendio» conclude Bruschi, rimarcando che «per questi motivi riteniamo che sia all'azienda sia al Comune di Bologna non sia attribuibile alcun profilo di responsabilità ed è quindi priva di fondamento ogni presunta contrapposizione fra l'azienda e il Comune».
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