Federico e Cristian, entrambi 28enni, sono stati presi di mira da un gruppetto di adolescenti. Il presidente dell'Arcigay romana: "Ancora una volta una terribile testimonianza di intolleranza"
Roma, 9 settembre 2008 - Stavano facendo una passeggiata romantica all'ombra del Colosseo, verso i fori imperiali, mano nella mano. Federico e Cristian, due turisti bolognesi di 28 anni, si stavano baciando quando dall'alto una decina di adolescenti hanno iniziato a sputare su di loro. Quando i due si sono allontanati dal tiro dei ragazzini i lanci sono continuati con bottiglie e sassi, accompagnati da urla e insulti. Spaventati, hanno chiamato i carabinieri e alla volante, giunta dopo mezz'ora, hanno denunciato il fatto.
Il fatto non è isolato. Gli episodi si susseguono da mesi. Se il 22 agosto è comparsa una scritta omofoba in via San Giovanni in Laterano, strada molto frequentata dai gay, a fine luglio una dipendente del Coming Out, storico locale della comunità omosessuale, era stata inseguita all'uscita dal lavoro e aggredita. Se l'era cavata urlando e attirando l'attenzione dei passanti.
Il 25 maggio Christian Floris, speaker di radio Dee Gay, è stato sbattuto al muro e minacciato da due persone che gli hanno intimato di non occuparsi più di tematiche omosessuali. Ad aprile il circolo romano di cultura omosessuale Mario Mieli era stato messo a soqquadro da una spedizione punitiva. A febbraio lo stesso Coming Out aveva subito un tentativo di incendio.
Questi sono solo gli ultimi episodi accaduti a Roma, ma nel Paese se ne contano altri. Particolarmente grave il caso di un detenuto gay sieropositivo violentato dai compagni di cella in un carcere calabrese, spostato in un altro centro detentivo e finito in cella insieme a detenuti per reati sessuali.
In autunno, fa sapere Arcigay, sarà pubblicato il dossier 2008 con tutte le cifre del fenomeno. Intanto il presidente dell'organizzazione, Aurelio Mancuso, chiede un intervento straordinario al ministro dell'Interno Roberto Maroni per la sicurezza degli omosessuali. "Visto che il ministro competente dorme sonni tranquilli - dice Mancuso riferendosi alla titolare delle Pari opportunità, Mara Carfagna - chiediamo al responsabile degli Interni di garantire la sicurezza e l'incolumità di milioni di cittadine e di cittadini omosessuali".
Intanto sull'episodio è polemica: "Apprendiamo con sconcerto che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay", dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ribadendo "la piena condanna da parte dell`amministrazione capitolina e di tutta la città di Roma a ogni tipo di discriminazione". "Esprimo piena solidarietà ai due ragazzi aggrediti, perché si tenevano per mano e preoccupazione per il clima di intolleranza che si sta espandendo in città", dice l'assessore provinciale romano alle Politiche culturali, Cecilia D'Elia. "Un atto indegno per Roma", rincara l'assessore alle Politiche sociali del Campidoglio Sveva Belviso.
"Ormai nella città di Roma le aggressioni omofobiche hanno una cadenza quotidiana - spiega Franco Grillini, presidente di Gaynet - e se a ciò si aggiunge che Roma continua a rimanere la Capitale europea degli omicidi è legittimo sostenere che nella Capitale esiste una emergenza sicurezza per la comunità lgbt". Di "un atto intollerabile e inqualificabile" parla Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc.
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