Il senatore di An, presidente della Commissione Giustizia, per raccontare la propria iniziazione al sesso ha scelto il canale web: "Ai miei tempi se uno voleva essere iniziato al sesso e non trovava signorine disponibili doveva rivolgersi a chi per mestiere faceva quella attività. Una volta si usava così"
Roma, 10 settembre 2008 - Non è certo una confidenza riservata, ma forse, il ricordo ne valeva la pena. Sceglie nientemeno che la rete e YouTube il senatore di An Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia, per raccontare la propria iniziazione ai piaceri della carne: "io sono andato con una prostituta. Sono stato iniziato al sesso proprio da una bella di notte".
E' un sapore di ricordi in bianco nero a Klauscondicio: "Ai miei tempi - è il ricordo dell'esponente di An - se uno voleva essere iniziato al sesso e non trovava signorine disponibili, doveva rivolgersi a chi per mestiere faceva quella attività. Una volta si usava così".
Anni luce fa rispetto alla scaltrezza del 2008: "Oggi come oggi i ragazzi non hanno più questa esigenza, in quanto le ragazzine sono certamente più intraprendenti dei maschi stessi. In passato non era certamente così, le ragazze non la davano e noi ragazzini dovevamo arrangiarci andando con le prostitute. I ragazzi oggi non hanno più questa necessità".
Tornando alle prostitute, quelle che si vedono sulle strade delle città Berselli specifica: "Non odio affatto le prostitute, tutt'altro. Odio invece la prostituzione per strada, ma non certo chi la esercita, per esempio, nella propria casa". Contro gli sfruttatori poi "bisogna aumentare le pene", anche se per il senatore "è falso sostenere la tesi che tutte le prostitute siano schiave o vittime del racket. A volte è vero, ma non sempre.
Se il passato è un, piacevole, ricordo, Berselli non vorrebbe però il ritorno alle case chiuse "non è pensabile - spiega - istituzionalizzare lo sfruttamento di chi svolge l'attività di prostituzione".
Identificare le "belle di notte" sarebbe una soluzione: "sarà sufficiente andare nelle strade adibite all'esercizio della prostituzione in tutte le città italiane. Verrà constatata - spiega - la presenza di signore in abito succinto, manifestamente li per prostituirsi, cioè per contattare clienti e farsi caricare in macchina".
Quanto alla bocciatura dell'Anm all'ipotesi di una legge che penalizzi le donne e gli uomini che si prostituiscono,Berselli taglia corto: "Non me ne frega niente del parere dell'Anm sulla prostituzione, davvero nulla. L'Anm faccia l'Anm e il Parlamento faccia il Parlamento. Se i magistrati ritengono che le leggi approvate dal Parlamento contengano elementi di incostituzionalità, si rivolgano pure alla Corte Costituzionale".
Infine il senatore di An si dice poco convinto delle statistiche, secondo cui sono 9 milioni i "clienti abituali" delle "signore in abito succinto": "Balle, non ci credo. Non diciamo sciocchezze. Certo nel corso della propria vita può essere capitato a milioni di persone di andare con una prostituta, ma adesso non esageriamo".
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