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A BORGO TOSSIGNANO

Un finto bacino idrico per ingannare Provincia e Ue
Cinque rinvii a giudizio per truffa aggravata

Gli era stato negato il permesso per estrarre della ghiaia, così hanno inventato una cooperativa e sono riusciti ad ottenere 500.000 euro di contributi pubblici. Inoltre avrebbero rubato 2 milioni e mezzo di euro di materiale scavato

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Blitz Carabinieri Bologna, 11 settembre 2008 - Una mega truffa che ha per 'vittime' la Provincia di Bologna e l'Ue. La vicenda risale al 2000, ma viene a galla solo l'anno scorso grazie al Wwf di Imola. Tutto inizia con la richiesta di permesso per scavare ed estrarre ghiaia nel Comune di Borgo Tossignano. Permesso negato perchè l'area in cui si intendeva scavare era sottoposta a vincolo ambientale. A quel punto, sempre secondo le indagini, per aggirare l'ostacolo, due amministratori di una cooperativa e tre imprenditori agricoli, si inventano un consorzio dicendo che serve a realizzare un bacino artificiale della capienza di circa 110.000 metri cubi per irrigare i campi. Il Comune di Borgo Tossignano e la Provincia vengono così ingannati da autorizzazioni false. Oltre a costruire un bacino senza le necessarie autorizzazioni usando fondi europei, hanno estratto illegalmente ghiaia per 2,5 milioni di euro.

 

Al culmine delle indagini del Nucleo antifrodi dei carabinieri di Parma, il pm della Procura felsinea Antonello Gustapane ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone, i due legali rappresentanti dei una cooperativa di escavazione di Imola e i tre contadini che hanno costituito il consorzio, secondo l'accusa ad hoc, per costruire il bacino a Borgo Tossignano, sulle sponde del fiume Santerno, ma soprattutto per rubare la ghiaia. Per tutti l'accusa è truffa e falsità commessa da privato in atto pubblico. Gli enti truffati sono, appunto, sia l'Unione europea da cui si sono fatti dare circa 500.000 euro che gli enti locali a cui il consorzio ha presentato false dichiarazioni.










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