I ladri, tutti stranieri tranne due italiani, erano impiegati come addetti al magazzino e allo scarico merci della Centrale Adriatica Coop di Ponte Samoggia. Recuperata merce per 14mila euro; stavano per rivenderla a basso costo
Bologna, 27 settembre 2008 - Rubavano diversi prodotti all'interno della Centrale Adriatica Coop di Ponte Samoggia (Bologna), per un valore stimato di 30mila euro (in 5 mesi) per poi rivenderli sotto costo: 42 persone, impiegati come addetti al magazzino e allo scarico merci, tutte di nazionalità straniera eccetto due italiani, sono stati denunciati dai carabinieri di Anzola dell'Emilia per furto aggravato in concorso.
I carabinieri hanno montato le telecamere tra gli scaffali scoprendop che la prassi dei piccolissimi - ma quotidiani - furti era molto diffusa.
I militari hanno poi arrestato un 29enne di origine etiope, in flagranza di reato e un altro lavoratore 35enne di nazionalità senegalese che aveva presentato al momento dell'assunzione documenti di identità e permesso di soggiorno contraffatti: entrambi gli stranieri rientrano nel numero complessivo degli indagati.
Tra i denunciati 38 sono dipendenti del consorzio cooperativo Unilog (che fungeva da terzista per operazioni di stoccaggio e logistica) e 4 lavorano per la stessa Centrale Adriatica, una cooperativa di grosse dimensioni (circa 500 le persone impiegate tra dipendenti e terzisti) che si occupa della distribuzione di prodotti nelle regioni Emilia Romagna, Veneto e in parte del litorale adriatico fino alla Puglia.
Tra la refurtiva, da segnalare un gran numero di bottiglie di Jack Daniels oltre a prodotti alimentari e di cosmetica. L'indagine, di cui ieri si è conclusa la prima parte, è iniziata nel maggio scorso, a seguito di una denuncia dell'azienda vittima dei furti. Centoventi carabinieri sono stati impegnati, ieri, in 42 perquisizioni domiciliari (emesse dal pm della procura felsinea Morena Plazzi) a carico di altrettante persone nelle province di Bologna, Modena e Ferrara.
Le perquisizioni hanno portato al recupero di merce rubata per circa 14mila euro. Dagli accertamenti degli investigatori, che si sono avvalsi di telecamere disposte all'interno della cooperativa, è emerso un articolato contesto criminoso che prevedeva una generale predisposizione ai furti da parte dei lavoratori. La merce, poi, veniva rivenduta in nero a bancarelle o discount. Individuare i «ricettatori» dei prodotti sottratti illecitamente è l'obiettivo della seconda parte dell'indagine dei carabinieri che è ancora in corso.
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