Sergio Ferrari, presidente di Confesercenti: "Si sta già ragionando con il Comune su come dare un volto moderno all'interno della struttura"
Bologna, 2 ottobre 2008 - Lo storico Mercato delle Erbe di Bologna, che occupa l'edificio di via Ugo Bassi da ormai 98 anni, resiste alla crisi dei consumi e continua nel segno della tradizione, anche per quanto riguarda gli orari d'apertura. "Noi conserviamo le nostre conquiste sociali, gli orari e la chiusura domenicale, perché anche gli operatori dei negozi devono avere il tempo per le loro famiglie, i loro impegni e il loro svago", dice Cosimo Nigro, presidente del Consorzio del Mercato delle Erbe nel corso della conferenza stampa di presentazione della settima 'Sagra dei Sapori', una manifestazione ormai storica che il Consorzio organizza per la festa di San Petronio, in collaborazione con Ascom, Confesercenti e il quartiere Porto.
"I negozi aperti in centro la domenica mattina non sono quello che serve per incrementare il turismo della città", afferma Nigro. E sull'apertura domenicale anche Sergio Ferrari, presidente bolognese di Confesercenti, esprime la sua perplessità: "per noi non è la strada giusta" dice, "va bene per i ristoranti e le attività legate al turismo, ma non per tutte", soprattutto perché "modifica la vita di chi lavora e non risponde ai bisogni reali della popolazione".
Sergio Palmieri, presidente del quartiere Porto, sottolineando la necessità di progetti condivisi per rilanciare il commercio nel centro storico afferma "non c'è un provvedimento che vada bene per l'intero settore del commercio: lo stesso vale per la gestione degli orari". Insomma se l'apertura domenicale può andar bene per le attività destinate ai turisti, "i negozi aperti fino all'una di notte sono utili solo per i bevitori di birra e non per le famiglie".
Questo mercato invece, sottolinea Palmieri, "è un esempio da preservare e valorizzare, un modello positivo che con i dovuti adeguamenti può essere utile anche per agire in altri settori". Ma oltre ad essere un modello, lo storico mercato alimentare di Bologna è anche "un monumento che appartiene a tutta la città", dice Ferrari.
Tra due anni infatti ricorrerà il centenario del mercato: "Si sta già ragionando insieme al Comune, con due anni di anticipo, su come dare un volto moderno all'interno della struttura" spiega Ferrari, ad esempio rinnovando i banchi (in tutto 86) e gli spazi interni del mercato rispettando l'edificio storico. Insomma il centenario che si avvicina deve "segnare una rinascita del mercato" che deve "continuare la sua bella tradizione, anche se questo settore, come gli altri, risente della crisi".
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