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PIANETA ROSSOBLU'

Bologna, a centrocampo
continua l’allarme rosso

Mingazzini resterà fuori almeno due settimane e Mudingayi è in forse. Intanto è stato siglato l'accordo con 'E’ tv' per una trasmissione quotidiana da Casteldebole

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Nicola Mingazzini (Foto Alive) Bologna, 14 ottobre 2008 - Stesso muscolo, stessa gamba, stessa tegola. Tra Nicola Mingazzini e il soleo della gamba destra il rapporto continua ad essere travagliato. Mingazzini si stirò in quel punto già all’inizio della stagione. E gli esami di ieri hanno detto che il fastidio al polpaccio destro accusato giovedì dal mediano di Faenza nell’amichevole di Borello altro non è che un nuovo stiramento. «Il centrocampista osserverà sedute di terapie e allenamento differenziato per tutta la settimana», comunica il sito ufficiale rossoblù. Tradotto: niente Lazio, ma a questo punto anche niente Sampdoria e forti possibilità che Mingazzini salti anche la sfida con la Juve del 29 ottobre al Dall’Ara. Ottobre nero per Mingazzini, dunque.

E guai in vista anche per Arrigoni, che da questo pomeriggio inizierà a preparare la sfida con la Lazio sapendo che rischia di non poter contare su nessuno dei due mastini di centrocampo che fin qui ha impiegato nella prime sei giornate di campionato: Mingazzini, per l’appunto, e Mudingayi, anche quest’ultimo alle prese con uno stiramento (agli adduttori). E’ proprio vero che la fortuna è cieca mentre la iella ci vede benissimo. Il Bologna che tre settimane fa fu colpito dall’emergenza difensori (Moras, Castellini e Britos indisponibili in un colpo solo, tra infortuni e squalifiche), adesso deve fare i conti con un’altra falcidia ‘mirata’: due giocatori, di cui uno è il sostituto naturale dell’altro, che rischiano di stare al palo nei novanta minuti in cui Arrigoni si gioca una bella fetta di riconferma. Non è decisamente un momento facile per il tecnico di Borello. E non lo è nemmeno per il conterraneo Mingazzini, che a questo punto dovrà raccomandare il polpaccio destro a un santo protettore. Perchè il soleo che lo ha tradito giovedì nell’amichevole in Romagna è lo stesso che gli ha fatto saltare gran parte della preparazione a Sestola.

Il problema si manifestò addirittura prima della partenza per il ritiro, dopo un allungo a Casteldebole nei giorni in cui Arrigoni, dopo le lunghe vacanze, cercava di scrollare di dosso la ruggine ai suoi giocatori. Mingazzini, a dispetto del fastidio al polpaccio, si aggregò ai compagni in ritiro, ma dopo qualche giorno rientrò sotto le Due Torri dove rimase per una settimana a fare terapie all’Isokinetic. Di fatto tornò in gruppo a pieno regime solo l’11 agosto, quando la squadra, terminato il ritiro, ricominciò ad allenarsi a Casteldebole. Dal giorno dell’infortunio a quello del ritorno in gruppo passarono tre settimane esatte: lo stesso prezzo, in termini di durata dello stop, che Mingazzini rischia di pagare adesso. Perchè col polpaccio non si scherza, e con le recidive men che meno. Nessuna fretta di anticipare i tempi di recupero, quindi.

Intanto sta per partire una striscia quotidiana di 'E’ tv' sui fatti di Casteldebole. Si chiamerà 'Solo Bologna', durerà mezzora, sarà collocata nel primo pomeriggio e trasmetterà in diretta la conferenza stampa di giornata oltre a una chiacchierata con un ospite a turno (allenatore/giocatore/dirigente/medico). L’iniziativa fa parte dell’accordo di inizio stagione con cui 'E’ tv' si è assicurata i secondi diritti del club rossoblù.

di Massimo Vitali










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