Dopo cinque sconfitte, di cui tre in casa, l'allenatore romagnolo ringrazia la dirigenza e va avanti per la sua strada. "Domenica, due infortunati nello stesso ruolo, Mudingayi e Mingazzini, mi danno un po' fastidio" commenta
Bologna, 14 ottobre 2008 - "Mi rendo conto che la società ripone grande fiducia in me, nonostante le cinque sconfitte di fila di cui tre in casa: riparto quindi con molta determinazione, ben sapendo che fare punti sarà importante per me e per il Bologna". Il tecnico rossoblù Daniele Arrigoni ringrazia la dirigenza e va avanti fiducioso in vista di un altro difficile match come la Lazio. "Vivo tutto questo molto serenamente: sono carico e determinato, i due giorni di stacco, senza pensare sempre al calcio, sono serviti. So come vanno le cose nel calcio, quindi certi scenari che vengono ipotizzati dalla stampa non mi danno fastidio. Al contrario, so anche che non basta vincere con la Lazio per mettere tutto a posto: basti pensare che a volte capita che una società contatti qualche altro allenatore anche quando la squadra va bene. Come può capitare che dopo aver avuto l'acqua alla gola si infilino risultati utili in sequenza, com'è successo a noi l'anno scorso dopo la sconfitta di Avellino".
In queste prime settimane di campionato Arrigoni ammette di non aver visto il Bologna che aveva in mente d'estate. "No, non ancora, e non lo vedrò nemmeno domenica, dato che due infortunati nello stesso ruolo, Mudingayi e Mingazzini mi danno un po' fastidio: Mudingayi ha cominciato a correre un pò, vedremo come starà giovedì. Comunque, non avevo in testa un Bologna già definito sotto tutti gli aspetti: non avevo undici titolari, ma quattordici o quindici giocatori da ruotare principalmente rispetto agli altri".
Aldilà dell'infortunio, Bernacci sembra essere un giocatore da recuperare psicologicamente. "Se non si fosse infortunato, avrebbe giocato con l'Ascoli e magari, se avesse garantito un buon rendimento, ci sarebbe stata una chance per lui anche la volta dopo. Se in attacco sto alternando diverse soluzioni, vuol dire che di dubbi ne ho". Parlando della Lazio non si può non citare la rivelazione Zarate: "Finora ha dimostrato grandi cose, ma per essere un fuoriclasse uno deve farlo vedere con continuità nel tempo. Lui e la Lazio stanno facendo cose egregie, questo sì. È una squadra che non dà punti di riferimento, avendo tre attaccanti che si muovono: non c'è un classico centravanti e due esterni, ma è tutto un continuo movimento, è questo il loro segreto".
Danilo Di Luca ha vinto la 91.ma edizione del Giro dell'Emilia, classica di 198 chilometri con partenza da Fiorano Modenese e arrivo al Santuario della Madonna di Bologna. Il 32enne corridore abruzzese del team Lpr si è imposto con un allungo nel finale precedendo Davide Rebellin (Gerolsteiner) e il russo Alexandr Kolobnev (Csc)