L'assessore, un fedelissimo del sindaco, prende le distanze: "Non ha coltivato un rapporto costante con la città"
«ABBIATE FIDUCIA, è una bella storia quella che inizia». E’ quella delle primarie. «Il sogno comune» del Pd che «fa un vero passo avanti». Virginio Merola non trattiene l’emozione. Conferma la sua candidatura alle primarie del Pd, da cui il 14 dicembre uscirà il candidato sindaco del 2009. E la voce si incrina. Merola sfiderà Flavio Delbono, prodiano sostenuto dai vertici tutti del Pd, da Romano Prodi e dal sindaco Sergio Cofferati. «E’ il mio regalo al partito, nel giorno del suo primo compleanno», afferma l’assessore all’Urbanistica.
Perché così, «primarie davvero democratiche, con la partecipazione del maggior numero possibile di elettori del centrosinistra, diventano una realtà».
E’ «sana disciplina di partito», avverte Merola. Non l’alzata di testa di chi si sente tradito da persone a cui per anni ha dimostrato piena lealtà (in primis Cofferati e Salvatore Caronna, segretario regionale del Pd), per vedersi poi voltare le spalle al momento della scelta che conta. Il sindaco appoggia Delbono? «Dice ciò che pensa, come sempre. Ne prendo atto, non condivido, ma non sarà un problema».
Merola non teme i ‘grandi elettori’ di Delbono. «Corro per vincere». Sicuro che «non saranno usati metodi di pressione, ingerenze dei vertici». Delbono gli assicura «massima lealtà per un confronto proficuo per la città». «Non ci saranno colpi bassi — promette Merola —. Chiederemo di metterci nelle condizioni di confrontarci senza condizionamenti».
Intanto, potrebbe prendere quota un ticket con Andrea Forlani, presidente del Santo Stefano, il primo a candidarsi, quando l’avversario era ancora Cofferati. Merola e Forlani si conoscono da tempo e si stimano. E un tandem fra i due potrebbe creare fastidi a Delbono.
«PENSO di aver bene amministrato in questi anni — dice Merola — e che Bologna abbia tutte le risorse per un futuro migliore». Chiede un voto alle primarie «perché pochi, come me, sanno le cose che sono state fatte, quelle da completare. E, soprattutto, quelle da cambiare. Proporrò cambiamenti forti di metodo e di sostanza».
E’ una presa di distanze dal metodo Cofferati. Che ha avuto «il pregio di rompere le consorterie, ma il limite di aver pensato a comunicare solo con una parte della città». Si è sottovalutata «la necessità di coltivare un rapporto costante con la città». Lo sforzo maggiore in questo senso, rivendica Merola, «è stato fatto dal mio settore».
Su questa linea, avverte, «ritengo che la prima vera discontinuità necessaria sia nel metodo della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini». Perché una parte di bolognesi, in questi anni, «si è sentita esclusa dai processi di partecipazione». Da qui la proposta «di una riforma radicale dei Quartieri», che dia ai cittadini «il potere di intervenire sulle scelte».
UN PUNTO forte del progetto di Merola è il nodo del ricambio generazionale. Perché Bologna «non rischia il declino, ma le sue classi dirigenti sì, se non si aprono alle nuove generazioni». L’assessore — classe 1955, di Santa Maria Capua Vetere, sotto le Due Torri dal 1960 — lancia un appello ai giovani: «La speranza del futuro è nelle mani, nel cuore e nella testa dei nostri giovani». Che chiama ad essere «i protagonisti di questa campagna elettorale».
A loro Merola si rivolgerà, «con proposte e impegni, perché a loro volta assumano impegni e facciano proposte, per il lavoro contro il precariato, per il merito, contro le clientele e le corporazioni». In caso di elezione a sindaco, l’assessore promette di abbassare l’età della giunta, «perché ci sono molti giovani competenti che chiedono sia data loro una chance».
Merola invita però a sdrammatizzare la competizione. «Ricordo ai tanti interessati a farci del male che gli incarichi passano, le amicizie restano. Almeno per me. Che ho chiesto al mio amico Pino Cacucci di potere usare il titolo di un suo libro per il mio Comitato elettorale: In ogni caso nessun rimorso».
Danilo Di Luca ha vinto la 91.ma edizione del Giro dell'Emilia, classica di 198 chilometri con partenza da Fiorano Modenese e arrivo al Santuario della Madonna di Bologna. Il 32enne corridore abruzzese del team Lpr si è imposto con un allungo nel finale precedendo Davide Rebellin (Gerolsteiner) e il russo Alexandr Kolobnev (Csc)