Lo scorso anno a Bologna i matrimoni civili sono stati 783 contro i 442 delle unioni religiose. Da segnalare però che molto spesso le coppie prima si sposano in Comune poi, dopo qualche anno, decidono di convolare a nozze anche davanti ad un ministro del culto
Bologna, 20 ottobre 2008 - Nel 2007 i matrimoni celebrati a Bologna con rito civile hanno quasi raddoppiato quelli religiosi: 783 contro 442. E la Curia di Bologna non nasconde una certa apprensione: "Per chi crede nell'importanza del matrimonio sacramento il quadro e' certo preoccupante", ammette monsignor Alessandro Benassi, cancelliere arcivescovile in un intervento su "Avvenire-Bologna 7". Tuttavia, aggiunge subito dopo, "se da un lato il dato segna una realta' di fatto innegabile, che vede il matrimonio secolarizzato e racchiuso spesso nella sfera del privato, dall'altro e' bene anche lasciarsi incoraggiare da altri dati che la comunita' cristiana conosce e custodisce con discrezione". Si tratta dei dati riguardanti il "notevole numero di matrimoni religiosi che, per i piu' svariati motivi, vengono celebrati dopo il rito civile".
Monsignor Benassi fa l'esempio della coppia che "dopo anni dall'unione civile scopre l'importanza della fede con una radicale conversione" e di quella che, "molto piu' semplicemente, anticipa il rito civile, spesso celebrato senza solennita' davanti ai soli testimoni in un pomeriggio feriale, per poter accendere un mutuo o partecipare al bando per la casa popolare, celebrando poi nel giro di qualche mese le nozze in chiesa". Di questi matrimoni la Curia nel 2005 ne ha autorizzati 116, che sono diventati 94 nel 2006 e 143 l'anno scorso. A questi, inoltre, si aggiunge "ogni anno una decina di nozze solo religiose, senza alcuna corrispondenza civile, autorizzate in situazioni particolarissime. Piccoli segni di speranza perche' la comunita' cristiana non si stanchi di annunciare il Vangelo della famiglia", conclude il cancelliere.
Intanto, dopodomani (alle 18.30), il cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna con una lezione magistrale sulla "Humanae vitae" aprira' il corso regionale su matrimonio e famiglia promosso dall'istituto Veritatis splendor in collaborazione con l'Ufficio diocesano di Pastorale familiare.
E' rivolto a sacerdoti e catechisti dei corsi prematrimoniali e si articolera' in sei incontri mensili.
Da due anni, Caffarra ha assegnato al Veritatis splendor il compito di organizzare un corso di formazione su matrimonio e famiglia per sacerdoti e catechisti e da quest'anno l'iniziativa diventa regionale. Ora si auspica che -alle lezioni prenda parte un numero "speriamo significativo di sacerdoti e laici" (l'anno scorso i partecipanti furono 20), come scrive (sempre su "Bologna 7") don Lino Goriup, vicepresidente del comitato esecutivo dell'Istituto Veritatis splendor invitando ad seguire il corso "con passione e perseveranza" perche' e' "un'esperienza che a noi preti puo' fare bene in un tempo come il nostro".
Bologna concede la cittadinanza onoraria a Aung San Suu Kyi, la combattiva leader birmana, attiva nella difesa dei diritti umani. La cerimonia si svolgerà giovedì alle 16, nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio. Sarà il presidente del Consiglio comunale Gianni Sofri, anche a nome del Sindaco Cofferati, a consegnare a un rappresentante di Aung San Suu Kyi la pergamena