Bologna, 18 novembre 2008 - Questa mattina, in uno dei laboratori dell’azienda Marconigomma in cui è avvenuta l'esplosione che ha causato due morti, si e’ svolta un’assemblea dei dipendenti. I rappresentanti sindacali hanno comunicato ai lavoratori che al momento e’ sospesa l’attivita’ produttiva sia della Rubber Compound (dove ieri si e’ verificato l’incidente e i cui locali sono sotto sequestro) sia della Special Compound, le due aziende che formano la Marconi Gomma Group.
Oggi è arrivato l’annuncio della cassa integrazione per gli oltre 50 dipendenti. Un provvedimento che era gia’ nell’aria a causa del calo degli ordini del semilavorato in gomma prodotto dall’azienda e destinato a comparti industriali in crisi (auto, pelletteria, impianti industriali). Ma che probabilmente e’ stato accelerato dal sequestro da parte della magistratura di entrambi gli stabilimenti che fanno capo alle due societa’ controllate dalla MarconiGomma srl.
I sindacati, che oggi hanno incontrato la proprieta’ e poi tenuto una assemblea con i lavoratori, non sanno stimare per quanto tempo l’azienda dovra’ restare ferma e se questo vorra’ dire o meno perdita di posti di lavoro. ‘’L’assemblea e’ stata toccante, perche’ la prima cosa che tutti hanno chiesto sono state informazioni sui feriti’’, ha spiegato Giordano Giovannini, segretario regionale della Filcem-Cgil. Feriti le cui condizioni migliorano.
‘’C’e’ preoccupazione per il lavoro’’, ha detto Marinella Goldoni, della Filcem, che oggi ha partecipato all’incontro con la proprieta’ e con il socio di maggioranza, Jader Righetti. Il quale - ha raccontato - ‘’e’ apparso scosso’’. Da una tragedia che gliene ha richiamato un’altra. L’industriale infatti ha perso una figlia di 18 anni nel rogo dell’istituto Salvemini di Casalecchio quando, nel 1990, un’aereo cadde sulla scuola provocando la morte di 12 studenti.
Una preoccupazione in piu’ riguarda i lavoratori stranieri, quasi la meta’ dei dipendenti, in prevalenza albanesi, marocchini e tunisini. In base alla legge sulla immigrazione infatti, se hanno problemi di lavoro potrebbero avere difficolta’ con il rinnovo del permesso di soggiorno e correre il rischio di dovere tornare in patria. ‘’Speriamo che possano esserci dei provvedimenti che li aiutino’’, ha detto Giovannini.
Nel frattempo Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di promuovere una sottoscrizione tra i lavoratori del settore chimico per aiutare economicamente le famiglie delle vittime, in particolare quella dell’operaio indiano che al momento appare la piu’ difficile.Alla sottoscrizione ha immediatamente aderito il sindaco di Sasso Marconi, Marilena Fabbri.
Al museo del Patrimonio Industriale 53 modelli in esposizione, un triciclo furgoncino e un side car di marche diverse l'una dall'altra per la grande mostra in programma dal 15 novembre al 3 maggio 2009. Una full immersion in uno dei caratteri di spicco dell'identità felsinea