La famiglia Menarini pronta ad esaudire le richieste del tecnico. Subito il cursore di sinistra: porta velocità ed estro
Bologna, 18 novembre 2008 - APARECIDO Cesar, 34 anni, è il primo passo mosso dal Bologna nell’unica direzione oggi percorribile: la rivoluzione. Mihajlovic ha messo a referto due pareggi che valgono doppio: migliorano (di poco) la classifica e, soprattutto, permettono allo stesso tecnico e ai dirigenti di affrontare la situazione con la certezza che qualcosa da questo gruppo si possa spremere. Lo disse la presidente poche settimane fa: "Se sarà necessario, al mercato di gennaio interverremo pesantemente". Bene: la necessità, ormai, è conclamata.
Intanto Cesar. Da solo non può cambiare volto al Bologna, ma è indicativo che sia a un passo dalla firma: il suo arrivo racconta di un Bologna ha captato la necessità di fare. E fa subito ciò che è possibile. La (ri)partenza della famiglia Menarini è incoraggiante.
Ieri, nel primo pomeriggio, il brasiliano Cesar è sbarcato a Bologna. Prelevato e portato subito all’Isokinetic per le visite mediche. Approfondite, particolareggiate, com’è ovvio che sia quando sotto esame c’è un giocatore di 34 anni, che viene da parecchi mesi di inattività. Cesar negli ultimi mesi si era allenato a Roma con Antonio Bovenzi, il preparatore che Mihajlovic ha portato con sè a Bologna. Rispetto all’ipotesi che potesse saltare in corsa sul carro rossoblù, fino a pochi giorni fa Mihajlovic era stato possibilista. Poi, dopo aver visto il "suo" Bologna all’opera per due partite, il tecnico ha rotto gli indugi. Cesar? Subito. E poi il resto. Le visite mediche del primo rinforzo proseguiranno nella mattinata di oggi e il giocatore, se tutto andrà per il meglio, sarà presentato nel pomeriggio.
Notizia che permette di definire la prima differenza netta fra Arrigoni e il suo successore Mihajlovic. L’uno, come egli stesso ammise, ha peccato di aziendalismo, mentre Sinisa, che a Bologna non si sente arrivato, ma che da qui ha deciso di partire, non vuole esordire in serie A rimediando una brutta fugura. Per questo chiede. Il sospetto che lo avesse già fatto prima di firmare è forte. In realtà, non c’era bisogno di essere laureati a Coverciano per capire che il Bologna battuto per otto volte su dieci aveva urgente bisogno di cambiare passo. Lecito concedere un paio di partite al nuovo tecnico: magari lui trovava la chiave per farli correre tutti come la norma della serie A impone. Stabilito che questo gruppo possiede poco più o poco meno ciò che fin qui ha mostrato, è partita l’operazione "rivoltiamo il Bologna come un calzino".
QUESTA VOLTA Fabrizio Salvatori avrà un ruolo differente rispetto a qualche mese fa, quando si confrontava con chi tendeva ad accontentarsi, un po’ per gratificare il gruppo col quale aveva vinto il campionato, un po’ peccando di presunzione. Quanto costerà al Bologna rimettersi in sesto, non si può sapere. Se, come sembra, Inter e Fiorentina sono disposte a tendere una mano alla famiglia Menarini, il problema sarà il monte ingaggi e non il costo dei cartellini.
L’ELENCO dei giocatori del Bologna che, fin qui, non hanno lasciato traccia in questa prima fase di campionato, è così lungo da indurre a credere che Mihajlovic voglia una decina di rinforzi. Il minimo sarebbe uno forte per reparto. Al solito, a fine trattativa, sarà siglato un patto che accontenti tecnico e proprietari e Salvatori dovrà scovare cinque o sei giocatori che permettano al Bologna di cambiare marcia. Anche se adesso, con il calendario che, dopo il Palermo in casa, propone due trasferte consecutive (Genoa e Reggina) il problema maggiore è arrivare ancora in corsa al mercato di gennaio. Intanto Cesar: se sta bene, è senz’altro un giocatore da serie A. Più di così, adesso, non è possibile fare.
di Stefano Biondi
Al museo del Patrimonio Industriale 53 modelli in esposizione, un triciclo furgoncino e un side car di marche diverse l'una dall'altra per la grande mostra in programma dal 15 novembre al 3 maggio 2009. Una full immersion in uno dei caratteri di spicco dell'identità felsinea