Il ministro per la Pubblica amministrazione, protagonista della caccia agli assenteisti, esulta. Nel confronto tra ottobre 2007 e ottobre 2008 a Palazzo d'Accursio le assenze per malattia risultano in calo di un terzo
Bologna, 21 novembre 2008 - "Non ci sono più i fannulloni". Così Renato Brunetta — il ministro per la Pubblica amministrazione che della caccia agli assenteisti ha fatto il proprio cavallo di battaglia — commenta ora il drastico calo delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici. Un trend in discesa libera che viene confermato anche dagli ultimi dati del ministero relativi a Palazzo d’Accursio. Confrontando il mese di ottobre 2008 con lo stesso mese del 2007, infatti, i giorni di assenza per malattia fra i circa cinquemila dipendenti comunali fanno segnare un deciso - 33,6%. Si tratta cioè di un terzo di assenze in meno.
Un calo sensibile, già cominciato prima dell’estate. Alcuni dati. In maggio, la riduzione dei permessi per malattia in Comune era stata intorno al 15,7% rispetto allo stesso mese del 2007: 4.377 giornate di lavoro perse contro 5.195. La forbice si era quindi allargata a giugno (3.522 giorni di malattia rispetto ai 4.609 di dodici mesi prima: -23,5%). E ancora più sensibile era stato il dato di luglio: da 3.413 giorni si era scesi a 2.297 (-32,6%). Passato il periodo delle ferie, il dato di ottobre rappresenta dunque una conferma dell’effetto-Brunetta anche a Palazzo d’Accursio.
Paola Bottoni, assessore al bilancio del Comune - con delega anche al personale -, non nega che il dato del ministero sia "significativo". E indichi "un miglioramento di cui non possiamo che essere contenti". La Bottoni non accetta però di attribuire il merito alla battaglia anti-fannulloni del ministro. "Non posso escludere che ci sia qualche effetto, ma solo in parte", afferma. L’assessore preferisce sottolineare piuttosto "l’effetto di una razionalizzazione logistica che ha portato a uniformare i sistemi di controllo" delle presenze e delle assenze del personale. Ricordando comunque che "l’attaccamento al proprio lavoro dei dipendenti comunali sia più alto di quanto sia in altri enti pubblici".
Sul fronte sindacale, Alda Germani (Cgil) preferisce non commentare a caldo un dato percentuale secco. Ma la sua posizione è nota. "Il ‘fannullonismo’ — aveva detto qualche tempo fa — è una campagna di generalizzazione che non porta a nulla. Piuttosto bisognerebbe agire per eliminare le sacche di inefficienza degli enti pubblici". Alessandro Alberani (Cisl) si dice "molto contento che in Comune ci si ammali meno". Anche lui, però, frena sull’effetto-Brunetta: "Pesano anche l’organizzazione del lavoro, le procedure, la presenza di sempre più precari, che per non perdere il posto vanno a lavorare anche malati". Quanto al ministro, Alberani non ne condivide i modi: "Affronta i problemi con arroganza e prepotenza, vanificando così anche le buone idee che può avere".
di Luca Orsi
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