Protagonisti l’indipendente del Prc, Valerio Monteventi, e il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella. Tutto è cominciato quando Cofferati, dopo aver sollecitato l’uscita dall’aula dei manifestanti ha rimbrotatto: "La difesa di questo luogo non è solo del sindaco"
Bologna, 21 novembre 2008 - Quasi rissa tra consiglieri comunali a Bologna poco dopo il blitz dei dipendenti di Atc che ha interrotto la commissione consiliare sulle osterie del Pratello. Grida e insulti sono volati nell’aula tra i banchi del centrodestra e del centrosinistra fino a che l’indipendente del Prc, Valerio Monteventi, è scattato verso il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella. Solo l’intervento degli altri consiglieri, tra cui il vicepresidente del Consiglio, Paolo Foschini, ha impedito che i due venissero alle mani.
Tutto è cominciato quando il sindaco Sergio Cofferati, dopo aver sollecitato l’uscita dall’aula dei manifestanti (“Dovete rispettare i luoghi e le persone. Fuori di qui”), ha rimbrotatto i consiglieri. “La difesa di questo luogo, come luogo in cui ci si confronta, non è solo del sindaco. Chi manifestava ha ottenuto un incontro, l’invasione dell’aula del Consiglio è un atto grave”. Dichiarazioni accolte da applausi sia dal settore del Pd sia da quello del centrodestra. Non ci sta, invece, Roberto Sconciaforni, capogruppo del Prc che aveva accompagnato l’arrivo dei tranvieri a Palazzo D’Accursio.
“Sindaco, lei prende gli applausi della destra”, dice Sconciaforni al primo cittadino. Ma, proprio il centrodestra, si è scatenato a quel punto contro i consiglieri della sinistra radicale. “Sconciaforni, non sei a Zelig”, gli dice Foschini. “Vi state estinguendo”, rincara Lorenzo Tomassini (Fi). A quel punto un apprezzamento non va giù a Monteventi che si scaglia verso il banco di Carella.
La gazzarra viene momentaneamente repressa e Monteventi assicura: “Sono tranquillo, sono tranquillo”. Poi torna alla carica e grida rivolto ancora verso i banchi del centrodestra, mentre Carella avverte: “Le minacce fisiche non me le fai”. Il presidente della commissione, Gianguido Naldi (Sd), minaccia di interrompere la commissione e la bagarre si placa.
L'INCONTRO COFFERATI-SINDACATI
Successivamente comunque l'incontro tra il sindaco e le categorie sindacali si è svolto regolarmente. In un Palazzo d’Accursio ancora presidiato da vigili e Digos per la presenza di molte decine di manifestanti, sia nell’anticamera del consiglio, sia nel cortile, i sindacalisti sono usciti dall’ufficio del sindaco moderatamente soddisfatti: ‘’Si è impegnato a parlare con il presidente Sutti e l’assessore Zamboni e a farci avere la documentazione sulla fusione il prima possibile’’.
In ballo, infatti, c’è tra l’altro l’acquisizione da parte di Atc, di Aftc, l’azienda municipalizzata di Ferrara, e il destino di alcune decine di lavoratori, oltre al rinnovo del contratto integrativo. ‘’Li ho tranquillizzati, avevano informazioni che non corrispondevano né alle nostre volontà, né ai vincoli di legge dentro ai quali ci muoviamo per costruire un’azienda più grande’’, è stata la versione di Cofferati.
"Il destino di quei lavoratori - ha aggiunto il primo cittadino - non è un problema: quando Ferrara sarà incorporata in Atc, le condizioni per loro saranno le stesse, sia normative, sia salariali’’. E’ vero, comunque, ha ammesso il sindaco, che con la fusione ci saranno delle ‘’sovrapposizioni, ma riguarderanno un numero di lavoratori molto basso, e sono risolvibili con gli strumenti ordinari’’.
Cofferati ha inoltre protestato per il 'blitz' dei dipendenti Atc. ‘’Non ha apprezzato, ci ha detto testualmente che non ha paura di essere sequestrato’’, hanno spiegato i sindacalisti, sottolineando però che ‘’noi non faremmo queste cose, ma siamo stati costretti: chiediamo solo le condizioni per discutere’’.
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