Calano sia i prezzi che le compravendite. Nel 2009 ci si aspetta un’ulteriore flessione. La crisi però non vivacizzato il mercato dell'affitto
Bologna, 28 novembre 2008 - Frenata del mercato immobiliare a Bologna. Calano sia i prezzi (mediamente del 4,5%, senza calcolare l’inflazione), che le compravendite (del 16-17%, dalle 5.500 del 2007 alle 4.500 del 2008), mentre si allungano i tempi di trattativa (più di sei mesi) e cresce l’entità degli sconti (arrivati a sfiorare il 10%). E’ quanto emerge dal report di 'Nomisma' sull’andamento del mercato immobiliare nel secondo semestre dell’anno.
Il calo dei prezzi, che colpisce mediamente dell’1% le 13 grande aree metropolitane, a Bologna è decisamente più marcato (distanziate Venezia Mestre con -2,8%, Firenze con -2,7% e Milano con 2-2%). "C’è stato un peggioramento della situazione - ammette Daniela Percoco, responsabile del settore immobiliare dell’istituto di ricerca bolognese - certe negatività si sono radicalizzate”. E le previsioni sono di un’ulteriore contrazione.
Nel 2009 i prezzi delle case dovrebbero calare “ancora un po’”, tra l’8 e il 10%. Stesso discorso per le compravendite, per le quali ci si aspetta un’ulteriore flessione del 20%. Insomma, taglia corto il presidente di Nomisma, Gualtiero Tanburini, “il telefono degli agenti immobiliari non squilla più”. E sarà così ancora per un po’. Basti pensare che il calo del 4,5% è maggiore rispetto al precedente, che risale al 1998.
Se il fenomeno dell’indebolimento della domanda è comune a tutte le aree cittadine, ci sono mercati in cui la flessione è percepita con maggiore intensità. Naturalmente, sia a livello semestrale che annuale, le riduzioni riguardano meno le zone di pregio e del centro (-2,3% e -3,4% sul 2007 per l’usato) e di più quelle semicentrali e periferiche (-4% e -6% su base annuale). Non va meglio per uffici (con un calo che non ha precedenti negli ultimi 15 anni) e negozi (in questo caso perdono valore gli spazi non centrali).
"Non è colpa né di Cofferati, né di Guazzaloca", dice Tamburini, sgombrando il campo con una battuta da eventuali polemiche politiche. "Bologna è una delle città più vecchie d’Italia - ragiona - e questo puo’ influire sulla tendenza ad una maggiore frugalità. D’altro canto, anche la domanda degli studenti è calata. In ogni caso, c'è stata una reazione da grande città, che somiglia un po' a Milano”.
La crisi del mercato immobiliare delle compravendite, tuttavia, non ha generato una maggiore vivacità del mercato dell’affitto, che ha sofferto di una flessione dei prezzi (-5,7% nel semestre) e dei contratti, assieme ad una crescita delle case sfitte. A risollevare le sorti del mercato immobiliare potrebbero essere le infrastrutture.
"Possono creare un circolo virtuoso per la citta", auspica Percoco, che pone l’accento sulla prossima inaugurazione dell’Alta velocità tra Milano e Bologna (e poi verso Firenze) e la fine dei lavori della variante di valico, che "consentiranno di incrementare ulteriormente l’attrattività e la competitività del territorio, valorizzando la sua naturale vocazione di polo logistico".
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