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UNIVERSITA' BOLOGNA / REAZIONI AL DECRETO

Il rettore: "Soldi ai docenti produttivi? Li diamo da anni"

Pier Ugo Calzolari: "Dal 1999 abbiamo un'anagrafe dei professori che, come quella approvata dal Senato, dà conto del loro lavoro di ricerca. Ogni anno la usiamo per distribuire in base al merito circa 5 milioni e mezzo di euro"

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il rettore Pier Ugo Calzolari (FotoSchicchi) Bologna, 28 novembre 2008 - "Soldi ai professori sulla base della produttività scientifica? Noi lo facciamo dal 2001, e dal 1999 abbiamo un’anagrafe dei nostri docenti che, come quella approvata stamattina dal Senato, dà conto del loro lavoro di ricerca. Ogni anno la usiamo per distribuire su base meritocratica circa 5 milioni e mezzo di euro con finanziamenti individuali ai docenti che possono variare da 0 a 9000 euro. Peccato che, se il governo non cambierà rotta sul miliardo e mezzo di tagli agli atenei italiani, probabilmente non saremo più in grado di farlo".

 

Così il rettore dell’Università di Bologna, Pier Ugo Calzolari, commenta la novità degli scatti stipendiali basati sulla produttività scientifica, introdotta oggi, col voto del Senato, nel progetto di legge di conversione del decreto Gelmini sull’università. L’anagrafe della ricerca dell’ateneo bolognese, quotidianamente aggiornata, suddivide infatti i professori e i ricercatori in quattro fasce, a seconda della produttività dei tre anni precedenti (pubblicazioni scientifiche, libri, convegni, brevetti, ecc.).

 

Alle prime due fasce A e B, che contengono il 40 per cento dei docenti, va il 60 per cento delle risorse disponibili, mentre le ultime due fasce, C e D, si spartiscono il rimanente 40. Chi non presenta alcun lavoro non vi viene nemmeno inserito e non riceve soldi. La distribuzione delle risorse è individuale e può variare da un minimo di 500 euro, in fascia D, ad un massimo di 7500 in fascia A, con picchi di 9000.

 

Ovviamente a questi fondi individuali se ne aggiungono altri assegnati a gruppi e strutture di ricerca, ma anche questi sono assegnati su base competitiva. I progetti strategici, ad esempio, ai quali vanno oltre due milioni di euro, riservati al 50 per cento ai giovani ricercatori, sono valutati da professori esterni all’ateneo, figure di spicco della comunità scientifica internazionale, e premiati fino ad un massimo di 80mila euro ciascuno.

 

"Fa piacere che una volta tanto il sistema politico riconosca quanto di buono esiste già nel mondo universitario italiano e decida di seguirne l’esempio - continua il rettore Calzolari -. Se però saranno confermati i tagli di 1,5 miliardi di euro che si abbatteranno sul mondo accademico italiano nei prossimi 5 anni, a partire dal 2010 rischiamo di non avere nemmeno i soldi per pagare gli stipendi, altro che risorse per la ricerca, assegnate su base produttiva. Le misure approvate oggi sono apprezzabili ma è urgente un disegno organico sull’università che metta al centro la questione della qualità e il problema del finanziamento".

Fonte Agi










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