Lo scoppio avvenuto lo scorso 17 novembre ha causato la morte dell'ingegnere Fabio Costanzi e l’operaio indiano Yadav Ramjas. Le iscrizioni, che portano così a otto il totale degli indagati, sono state fatte in vista di un accertamento irripetibile
Bologna, 29 novembre 2008- Ci sono altri sei indagati nell’inchiesta sullo scoppio avvenuto il 17 novembre scorso nella fabbrica ‘Marconi Gomma' di Sasso Marconi, sull’Appennino bolognese.
Per quella tragedia, in cui hanno perso la vita l’ingegnere Fabio Costanzi e l’operaio indiano Yadav Ramjas, il pm Marco Mascolini ha inviato un avviso di garanzia al direttore dell’impianto Cardin e al legale rappresentante dell’azienda francese Arnaud che ha fornito il polimero usato per la mescola. Inoltre, sul registro degli indagati, in cui vengono ipotizzati i reati di omicidio colposo e lesioni, sono stati iscritti la stessa Arnaud e le tre società che fanno capo a Marconi Gomma, ossia Marconi Rubber, Marconi Special e Marconi Group. Le società rispondono dell’aspetto amministrativo del reato in base al decreto 231/2001. Le iscrizioni sono state fatte in vista di un accertamento irripetibile.
Venerdì prossimo infatti i due periti del magistrato, l’ingegnere Massimo Bardazza e il chimico Onelio Morselli, riceveranno l’incarico di eseguire una perizia sul Bambury, la macchina usata per le mescole ed esplosa il 17 novembre scorso. Pare che fosse la prima volta che la società Arnaud forniva alla Marconi Gomma il polimero usato per le mescole. Lo importava dalla Cina.
L’iscrizione dell’azienda e del suo legale rappresentante è dovuta ad alcune mancanze che sarebbero state riscontrate sulla scheda di sicurezza che accompagnava il prodotto. Quella scheda, sulla quale ci sono le precauzioni d’uso, accompagna i prodotti insieme alla scheda tecnica. Andrebbero compilate dal produttore, ma nel caso di produttore esterno all’Ue quella di sicurezza spetta all’importatore europeo, in questo caso la Arnaud.
Nei giorni scorsi il magistrato aveva inviato un avviso di garanzia a Jader Righetti, direttore generale e socio di maggioranza dell’azienda, e a Tiziano Boselli, responsabile prevenzione e protezione dei lavoratori. I due esperti nominati dal magistrato hanno già chiarito che in questa tragedia non sono stati commessi errori da parte di chi stava provando la nuova mescola.
Nei giorni scorsi Righetti aveva lanciato l’appello a fare presto: «Aspetto solo qualche buona notizia, anche perchè se non ricomiciamo al più presto a produrre sono guai grossi. Ci stanno sollecitando da molte aziende del Nord Italia perchè su un totale di 500-700 tipologie di prodotti, per una cinquantina siamo gli unici: quindi i clienti non sanno come fare».
L’azienda in questo periodo ha messo i dipendenti in cassa integrazione. In settimana a Sasso si è recata la commissione di inchiesta del Senato. Insieme al magistrato sono andati sul posto i senatori Oreste Tofani, Paolo Nerozzi e Angela Maraventano. Dai senatori è venuta l’esigenza di «superare l’attuale legislazione concorrente che affida anche alle Regioni poteri legislativi in materia di sicurezza sul lavoro e attribuirne l’esclusiva competenza allo Stato, come avviene nel resto d’Europa, oltre a creare una struttura centralizzata per fornire agli organi ispettivi più risorse e poteri per il monitoraggio delle aziende».
Dopo dieci giorni di vita trascorsa insieme ad altri tre concorrenti all’interno di un Multivan nella galleria di Shopville Gran Reno, Alessandra Lascala, 22enne studentessa in Giurisprudenza, vince, grazie a 3433 voti, il Reality in Car'. Il premio è una Volkswagen Polo 1.2 United messa in palio per festeggiare i primi 15 anni di vita dello Shopville di Casalecchio. Complessivamente sono stati 12.153 i voti espressi