Sfida numero 102 tra le due formazioni bolognesi. Per la panchina è un crocevia: l'attuale tecnico delle V nere fu esonerato proprio dopo una vittoria, quello biancoblù rischia di giocarsi il posto
Bologna, 7 dicembre 2008 - Il derby e l’ormai famoso paradosso Boniciolli. Nel 2002 fu esonerato dalla Fortitudo dopo aver vinto la partita che per quasi tutta la tifoseria biancoblù «vale una stagione», togliendo di fatto importanza a quell’incontro. Per ironia della sorte, oggi in una gara che tutti sanno valere molto più dei due punti, ritrova non solo l’Aquila ma anche Savic, il giemme che su indicazione di Seragnoli lo esonerò.
«Non ho sentimenti di rancore nei suoi confronti — spiega Matteo Boniciolli — capisco che sia difficile da credere ma è davvero così. In quel momento ha ritenuto di agire per il bene della società per la quale lavorava allora ed è tornato a lavorare oggi. Io ho proseguito nella mia carriera e Savic nella sua, infatti affronto una squadra costruita da lui».
Sta dicendo che anche lei in quelle condizioni si sarebbe esonerato?
«Assolutamente no e non è questo il punto. Uno non può pensare di passare tutta la sua vita senza subire ingiustizie, io in quel momento ho subito un torto ma allo stesso tempo ho avuto la possibilità di dimostrare da altre parti che sono un allenatore. Stare a pensare è quello che è successo sei anni fa non è utile a nessuno».
Sulla vicenda è stata la stessa Virtus a ironizzare. Che ne pensa?
«Io e Sabatini siamo due persone molto simili, se oggi perderemo tutti e due saremo parecchio arrabbiati e inavvicinabili da chiunque, ma sappiamo che le vere tragedie sono altre: guerre, fame, un male incurabile. L’ironia è un modo per stemperare le tensioni e per riportare tutto nelle giuste dimensioni. Il derby è la gara per eccellenza, ma rimane sempre una partita».
Ha spiegato l’importanza di questa gara ai suoi giocatori?
«No, non credo nell’overcoaching né nell’overexcitation. Ho la fortuna di allenare un grande gruppo di professionisti che non vive sulla luna ma a Bologna. E’ sufficiente respirare l’aria di questa città e parlare con i nostri tifosi per capire l’importanza di un derby».
Un pregio e un difetto della Fortitudo.
«Difetti non ne vedo e non lo dico come frase di circostanza, hanno tanto talento. Deve solo essere assemblato, il pregio è che sono una squadra molto fisica e non mi stupirei se finisse tra le prime quattro».
Ci sarà Chiacig?
«Sì, l’abbiamo recuperato e non stupitevi se partirà in quintetto, lui è il nostro centro titolare».
Ultima domanda, il ritardato rientro dall’Estonia vi ha danneggiato?
«Abbiamo fatto un mini-ritiro forzato e mi ha stupito come i giocatori si siano adattati. Ci siamo alzati alle 5, poi saputo che il volo era saltato siamo andati in palestra. Nessuno si è lamentato e questo atteggiamento per un coach è motivo di orgoglio».
di Massimo Selleri
Una mostra itinerante che racconta la memoria storica della casa motociclistica di Borgo Panigale. L'esposizione, realizzata dal 5 al 17 dicembre, in collaborazione con l’aeroporto ‘Marconi' si sviluppa attraverso un percorso fotografico arricchito dall’esposizione di moto leggendarie che hanno fatto la storia dell’Italia delle due ruote. L’area interessata sarà quella delle partenze, al primo piano dell’aeroporto bolognese, adiacente al negozio della casa motociclistica bolognese