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ROGO A PALAZZO ANGELELLI

Liquido infiammabile e gas aperto
Accertata la dolosità dell'incendio

Dopo dieci giorni gli inquirenti non hanno più dubbi. All'interno dell'appartamento andato a fuoco sono stati trovati residui di liquido infiammabile. la settimana scorsa era già stato aperto un fascicolo contro ignoti

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L'incendio a Palazzo Angelelli (FotoSchicchi) BOLOGNA, 15 DICEMBRE 2008 - Dopo dieci giorni dalle fiamme che hanno distrutto un appartamento in Strada Maggiore,all’interno dello storico Palazzo Angelelli, gli inquirenti sono giunti alla conclusione che il rogo è stato doloso. La settimana scorsa il pm Valter Giovannini aveva aperto un fascicolo contro ignoti con la doppia ipotesi di incendio doloso e colposo (tra l’altro lo stesso magistrato ha avviato un secondo fascicolo che si affianca al primo riguardante il piccolo incendio sviluppatosi dieci giorni prima nell’ex portineria dell’edificio).
 

Ora il sopralluogo e i primi accertamenti tecnici affidati al chimico Onelio Morselli hanno accertato che uno dei tre punti in cui si e’ innescato il fuoco nell’appartamento e’ riconducibile ad un versamento di liquido infiammabile. Una circostanza diventata evidente dopo che sono stati rimossi alcuni oggetti bruciati che erano sopra il pavimento: e’ rimasta la traccia del liquido bruciato. Questo in un punto, negli altri due la tipologia del pavimento non consente questa constatazione. Mentre non ci sarebbe stata nessuna incidenza dell’impianto elettrico, seppure vetusto, e delle cicche di sigaretta ritrovate nei pressi dei punti da dove era partito il fuoco.
 

Nell’abitazione dove e’ scoppiato l’incendio erano stati trovati anche i fornelli del gas aperti. Gli inquirenti vogliono capire se sia trattato solo di una dimenticanza. Le fiamme erano partite in tre punti diversi dell’appartamento di otto stanze al terzo piano del palazzo, in cui abitano un bolognese di 47 anni e l’anziana madre, con problemi di mobilita’. Il figlio ha denunciato lo smarrimento di due mazzi di chiavi, uno sparito pochi giorni prima del rogo e il secondo, custodito in uno zainetto, perso di vista il giorno stesso.
I due, sentiti dagli investigatori, hanno ipotizzato che qualcuno si sia introdotto per poi appiccare il fuoco.










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