Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra nell’omelia pronunciata durante la messa per la festa di Santo Stefano con diaconi dell’arcidiocesi
BOLOGNA, 26 DICEMBRE 2008 - ‘’La fede non e’ un affare privato; e quindi la sua confessione davanti agli uomini fa parte della sua sostanza. Il fatto che essa respinga completamente da se’ ogni forma di imposizione violenta non significa affatto che essa debba cedere al ‘politicamente corretto’ per non offendere, come appunto il ‘politicamente corretto’ insegna, chi la pensa diversamente’’. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra nell’omelia pronunciata durante la messa per la festa di Santo Stefano con diaconi dell’arcidiocesi.
’’E’ la professione della vera fede cristologica che il mondo rifiuta - ha continuato Caffarra - un Dio che si fa uomo e’ troppo ingombrante. E’ meglio allora ridurre il cristianesimo ad una dottrina, sulla quale, come su ogni dottrina, si puo’ discutere, e che puo’ essere facilmente accettata o rifiutata secondo i propri gusti’’.
’’La fede cristiana e’ attaccata oggi in questo suo nucleo essenziale. Non pensate - ha detto ancora l’arcivescovo di Bologna - che nel nostro Occidente sia attaccata con armi o cose del genere. E’ attaccata nel cuore dei nostri bambini, quando si impedisce loro, in nome di una falsa tolleranza, di celebrare il Natale. E’ attaccata nell’intelligenza dei nostri giovani, quando viene loro istillato il dogma del relativismo, che pareggia tutte le realta’ rendendo l’esercizio della liberta’ una fatica inutile. E’ attaccata nello spirito dei nostri fedeli che esercitano nella semplicita’ del Vangelo il duro mestiere di vivere, quando non si trasmette loro la pura dottrina della Chiesa’’.
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