Le Fondazioni bancarie aderiscono subito all'iniziativa di Monsignor Caffarra per sostenere le famiglie messe in ginocchio dalla crisi. Don Stefano Allori: "Ognuno di noi rinunci a un po' di superfluo"
S’INCARDINA sull’azione già incisiva e capillare dei parroci il piano di aiuti alle famiglie deboli, e in particolare modo, come ha detto il suo ideatore, il cardinale Carlo Caffarra, a quelle in cui ci sono persone che hanno perduto o perderanno il lavoro.
Sulla macchina organizzativa dell’enorme mano tesa verso i poveri, monsignor Antonio Allori, vicario per la Carità e timoniere dell’operazione, non dice molto: «Gli aspetti tecnici — sottolinea — si delineeranno mano a mano. Aldilà della quantità e delle modalità dell’aiuto - fermo restando che parliamo di bollette, affitti e spese per l’educazione dei bambini - conta che la gente rifletta. Che si maturi. Si recuperi il valore dell’attenzione all’altro. Chi ha, dia a chi non ha».
Già in Quaresima, aggiunge monsignor Allori «l’educazione al dono e alla sobrietà» darà i suoi frutti: i parroci faranno da raccoglitore e filtro dei bisogni più urgenti e riceveranno, probabilmente sotto forma di bonifici, parte dei contributi versati dai singoli, da imprese ed enti, sul conto corrente IT27Y05387 02400000000000555 intestato all’Arcidiocesi di Bologna- Gestione Caritas Emergenze presso la Banca Popolare dell’Emilia -Romagna (sede bolognese), con la causale «Emergenza famiglie 2009». Le offerte potranno anche essere direttamente versate alla Caritas diocesana, presso la Curia arcivescovile. Sulla cifra che essa aggiungerà ai fondi raccolti, monsignor Allori non fa previsioni: «Abbiamo già — spiega — un piccolo fondo per le emergenze, una goccia nel mare. Ma tante gocce fanno un bicchiere pieno...».
NON SARÀ comunque una cifra di poco conto, visto che alla Caritas la Curia versa circa un milione di euro all’anno per aiuti di ogni tipo a persone disagiate. «Saranno i parroci — conferma Paolo Mengoli, che dirige la Caritas stessa — il punto di riferimento. Sono circa 150; ci vogliono due anni, con un incontro al mese, per fare visita a tutte le parrocchie, che aiutano, accolgono, consolano e sostengono tante persone».
Neppure Mengoli si sbilancia sulla durata del piano ‘Emergenza famiglie 2009’ che il cardinale avrebbe già voluto vedere in campo: pare che il disturbo all’occhio che ha avuto recentemente abbia ritardato la partenza delle operazioni e la definizione dei dettagli tecnici.
«In ogni caso — risponde Mengoli a chi chiede conferma delle sue prime dichiarazioni — a ricevere sostegni economici saranno tutti coloro che i parroci indicheranno: anche gli stranieri, quindi, e anche i musulmani. Nella pienezza dello spirito evangelico,perché se un uomo cade e mi avvicino per rialzarlo, non gli domando prima chi è, o che fede professa. Per quanto tempo si svilupperà il progetto? Difficile dirlo — conclude il numero uno della Caritas. Questa crisi è come un terremoto, non sappiamo fino a quando scuoterà la collettività: mano a mano che i contributi arriveranno ai parroci, profondi conoscitori dei bisogni sul territorio, verranno distribuiti. E le parrocchie terranno, immagino, una lista dei sostegni dati. Già adesso c’è una casella di posta elettronica riservata proprio ai parroci, che ci segnalano così le evidenze in maniera riservata».
Fra le risposte positive, numerose, che hanno fatto seguito all’appello del cardinale Caffarra c’è quella della Fondazione del Monte. «A quanto ammonterà il nostro contributo — commenta Giuseppe Chili, segretario dell’ente — lo deciderà un consiglio di amministrazione a fronte di un piano concordato: impegniamo nel sociale 7 milione di euro ogni anno, e per i tre quarti qui, a Bologna. Sposteremo risorse da altri settori sull’Emergenza famiglie 2009». La Fondazione Carisbo, a sua volta, deciderà proprio oggi, in una riunione, la misura del suo sostegno: «Ero in San Petronio — dice il vice presidente, Virginiangelo Marabini— quando il cardinale ha lanciato il suo appello. Non si può che aderire. Vorremmo farlo in misura più cospicua, ma la crisi ha inciso anche sulle nostre risorse. Confermeremo il nostro sì, e il sostegno a questo piano si affiancherà alla cifra, molto cospicua, che versiamo alla Caritas con una convenzione che con l’arcidiocesi abbiamo concretizzato due anni fa».
di RENATA ORTOLANI
Il riconoscimento, annualmente assegnato a cittadini che abbiano onorato con la propria attività professionale e pubblica la città di Bologna, sarà consegnato al regista, attore e autore teatrale bolognese. Nella sua carriera di oltre 50 anni il regista e poeta ha spaziato dal cabaret all’impegno, dal monologo alla commedia