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ATTENTATO INCENDIARIO A SCUOLA

Lancio di molotov alle 'Volta'
Identificati: hanno 12 e 14 anni

Speravano che la scuola rimanesse chiusa per non andare a lezione e per questo hanno anche fatto delle telefonate minatorie alla preside. I tre devono rispondere di danneggiamento aggravato e minacce e di danneggiamento di un'auto della polizia

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Bologna, 20 gennaio 2009 - Speravano che la scuola rimanesse chiusa per non andare a lezione. Per questo due 12enni e un 14enne bolognesi hanno lanciato nel fine settimana due bottiglie molotov contro la scuola ‘Alessandro Volta' di via Biancolelli, alla periferia di Bologna. In poche ore quindi gli agenti del commissariato Santa Viola hanno risolto il caso e hanno denunciato i tre che sono studenti di quell’istituto frequentato da circa 650 alunni.
I tre devono rispondere di danneggiamento aggravato e minacce.

Un quarto alunno di 14 anni ha solo il danneggiamento per aver disegnato una sigla sulla fiancata della volante con un pennarello indelebile. Delusi dai pochi danni causati dalle bottiglie incendiarie i tre ieri pomeriggio hanno anche telefonato a scuola minacciando i dirigenti di gravi ritorsioni se non avessero chiuso l’istituto. Si sarebbero accontentati di almeno 15 giorni, ma un anno avrebbe fatto loro più piacere.
Gli autori del gesto sono stati individuati nel pomeriggio ma solo in tarda serata sono state delineate le loro responsabilità. I tre non hanno confessato ma sono stati indicati da alcuni testimoni.

Gli agenti erano sul posto per un sopralluogo e quando sono usciti dalla scuola hanno trovato sulla fiancata della volante la sigla ‘Mais’ fatta con un pennarello indelebile di colore rosso e delle dimensioni di circa 25X15 centimetri. Guardandosi intorno i poliziotti si sono subito resi conto che nelle vicinanze c’era un gruppo di sette ragazzini molto incuriositi e interessati. A quel punto li hanno accompagnati in commissariato, dove poco dopo sono giunti i genitori, e a tarda serata, dopo averli sentiti tutti, sono riusciti a ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. Al contrario dei genitori, che si sono detti sbalorditi, nessuno dei sette ragazzini ha mai mostrato pentimento o pianto e anzi uno di loro avrebbe detto: «Qualcuno se l’è cantata, io non faccio l’infame». Della vicenda si occupa la pm Di Taranto della Procura per i minori.










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a Vittorio Franceschi

Il riconoscimento, annualmente assegnato a cittadini che abbiano onorato con la propria attività professionale e pubblica la città di Bologna, sarà consegnato al regista, attore e autore teatrale bolognese. Nella sua carriera di oltre 50 anni il regista e poeta ha spaziato dal cabaret all’impegno, dal monologo alla commedia