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Sinisa: "Sulla carta non c'è gara,
ma i ragazzi possono farcela"
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"Puoi preparare tutto nei minimi dettagli, poi la giocata di un fuoriclasse decide la partita. E loro, di fuoriclasse, ne hanno tanti". Intanto la presidente parla di calciomercato: "Il più lo abbiamo fatto. Dacourt? Vedremo"

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Mihajlovic (FotoSchicchi) Bologna, 24 gennaio 2009 - “A questo punto il Milan non ha piu’ scuse. Se perde, non si potra’ dire che e’ successo perche’ non c’era Kaka’”. La prende alla larga, Mihajlovic, e si avvicina alla sfida che il suo Bologna giochera’ coi rossoneri, con una battuta: “Ma personalmente sono contento che Kaka’ sia rimasto- ha aggiunto l’allenatore dei rossoblu’- perche’ e’ un grandissimo giocatore. Mi sarebbe dispiaciuto se fosse andato via. Per una volta ha vinto l’uomo, il brasiliano ha dimostrato che non tutto si puo’ comprare con i soldi. Lui e’ il calcio, in tutti i sensi”.

Una sviolinata in piena regola prima dell’affondo: “Sulla carta non c’e’ gara, ma per fortuna e’ il campo a parlare e so dove ci possono mettere difficolta’. Non possiamo lasciare spazi a Kaka’, Pato o Seedorf- ha aggiunto Mihajlovic- e dobbiamo stare attenti a Pirlo e agli inserimenti di Ambrosini. Ma puoi preparare tutto nei minimi dettagli, poi la giocata di un fuoriclasse decide la partita. E loro, di fuoriclasse, ne hanno tanti. Questo per dire che non dobbiamo cercare di limitare i danni e basta, non possiamo pensare di difenderci e basta. Dovremo anche attaccare, anche perche’ loro fanno un grande possesso palla ed e’ dura togliergliela. Ma se vengono attaccati, soffrono”. Proprio come Mihajlovic, che la partita la guardera’ dalla tribuna perche’ squalificato: “Soprattutto mi dispiace non essere in campo- ha spiegato- perche’ queste sono le partite per cui mi dispiace aver smesso di giocare.


Questo e’ il calcio, queste le sfide che ti rimangono impresse. Ricordo che quando dovevo incontrare una squadra o un giocatore particolarmente forte, mi chiedevo cosa avesse in piu’ di me e non vedevo l’ora di scendere in campo per confrontarmi. Come ho detto prima, e’ sempre il campo a parlare.
Bisogna rispettare tutti ma non aver paura di nessuno. Allo stesso modo, domani i ragazzi dovranno mettere in campo tutto quello che hanno messo in queste nove partite: grinta, determinazione, cattiveria, concentrazione, convinzione. Poi-ha concluso- si vedra’ come andra’ a finire. Del resto, gia’ all’andata i ragazzi hanno dimostrato di poter battere il Milan. E possono farlo ancora”.
 










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LA FOTO DEL GIORNO

Vittorio Franceschi

Nettuno d’oro 2008
a Vittorio Franceschi

Il riconoscimento, annualmente assegnato a cittadini che abbiano onorato con la propria attività professionale e pubblica la città di Bologna, sarà consegnato al regista, attore e autore teatrale bolognese. Nella sua carriera di oltre 50 anni il regista e poeta ha spaziato dal cabaret all’impegno, dal monologo alla commedia