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INIZIATIVE ANTI-CRISI ALLA DUCATI

I manager si riducono lo stipendio
E chiedono aiuti come per l'auto

Di fronte ad uno scenario non certo roseo i vertici della casa motociclistica di Borgo Panigale sollecitano interventi del Governo a sostegno del settore

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Nicki Hayden e Casey Stoner con la Ducati Desmosedici GP9 (Ap/Lapresse) Bologna, 4 febbraio 2009 - L’azienda cresce, ma il mercato delle moto risente della crisi: e così i vertici aziendali della Ducati di Bologna - la storica azienda di Borgo Panigale famosa in tutto il mondo - per contribuire a tenere alto il Made in Italy rinunciano ai bonus e si riducono lo stipendio.

La notizia arriva a fronte di un vistoso calo delle vendite del settore due ruote: nonostante questo calo, Ducati ha fatto registrare in gennaio un incremento della quota di mercato - passando dall’11,2% del 2008 all’attuale 12,5% nel suo segmento di riferimento- grazie anche all’introduzione dei nuovi modelli e alla qualità della propria rete distributiva. Tuttavia, informa l’azienda, il nuovo scenario impone la necessità di affrontare con determinazione e con impegno le attuali sfide competitive, individuando le opportunità per un marchio leader quale Ducati.

«È il momento in cui le istituzioni, i lavoratori e il management devono trovarsi uniti per identificare il percorso che, al termine di questa crisi, ci permetta di essere ancora più forti e più competitivi - commenta Gabriele Del Torchio, presidente e amministratore delegato della casa motociclistica di Borgo Panigale - e Ducati conferma i programmi di investimento per lo sviluppo dei nuovi prodotti e l’ottimizzazione dei processi, oltre a mantenere il proprio impegno nelle competizioni sportive, pur con una cresciuta attenzione ai costi. Di fronte allo scenario, evidenziato anche dai dati di immatricolazioni di gennaio del settore motociclistico (-38,8%,) sollecitiamo che il Governo avvii una serie di interventi a sostegno anche del settore moto e dell’indotto ad esso collegato».

L’azienda, in altre parole, sposa la posizione più volte espressa da Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria Ancma. E il management dell’azienda, che vuole promuovere lo spirito di squadra, cosa fa? «Non si sottrae a questo processo - conclude Del Torchio - e conferma la propria assoluta determinazione nel continuare a lavorare affinchè Ducati sia sempre più ambasciatore del 'Made in Italy' sui mercati di tutto il mondo e, alla luce dell’attuale congiuntura economica, ha deciso di rinunciare ai bonus e di ridursi del 10% i propri compensi fissi per l’anno in corso.»

FONTE AGI










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