Il procuratore regionale fornisce il quadro per l'Emilia Romagna: "Il costo sopportato dagli enti per la rilevazione delle infrazioni è enorme. Dietro l’utilizzo dei semafori non solo facili entrate, ma anche danni erariali"
Bologna, 19 febbraio 2009 - La bufera scatenatasi sui T-red sembra non placarsi. Il procuratore regionale della Corte dei Conti Ignazio Del Castillo fornisce il quadro dettagliato della situazione per l'Emilia Romagna: "Il costo sopportato dagli enti per la rilevazione delle infrazioni è enorme e non tiene conto del costo effettivo del servizio reso dai privati, ma è determinato in percentuale, che arriva fino al 40%, sugli incassi dell’ente, e in alcuni casi le apparecchiature fornite non sono idonee o diventano non idonee nel corso del contratto".
Il procuratore, nella sua relazione per l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario ha voluto sottolineare dietro l’utilizzo dei semafori T-red, Vista -Red e Photo-Red non solo "facili entrate, e di importo rilevante", ma anche "danni erariali".
"Tutta l’attività finalizzata alla realizzazione delle entrate - spiega Del Castillo - è esternalizzata, cioè affidata a soggetti privati, che curano il cosiddetto ciclo completo delle contravvenzioni, dalla rilevazione delle infrazioni attraverso i noti semafori o attraverso autovelox, alla procedura di redazione e stampa dei verbali e la loro notifica e in tanti casi anche all’incasso delle sanzioni, pagate mediante conto corrente postale".
Ma non è finita qui: non solo enormi costi per gli enti locali e dunque danni erariali, ma anche "l’inidoneità delle attrezzature e la loro impropria taratura, che ha determinato un enorme contenzioso che intasa gli uffici dei giudici di pace che molto spesso annullano i verbali di contravvenzione anche per altri motivi, quali la nullità della notifica dei processi verbali effettuata da privati".
Presso la Corte dei Conti, ha spiegato del Castillo, è in atto una istruttoria complessa "non solo per le questioni giuridiche nascenti dall’esternalizzazione di funzioni e di attività dell’ente locale, ma soprattutto per la quantificazione del danno subito dagli enti". Il problema, ha concluso il procuratore regionale della Corte dei Conti, "tocca tanti enti locali della Regione, alcuni dei quali, secondo notizie di stampa, sono coinvolti anche nelle indagini avviate dalle Procure della Repubblica di Milano e Verona".
Diciannove i nuovi ricorsi, che si aggiungono a quelli già pendenti, avanzati per quote inesigibili di imposte: nessuno di questi riguarda comunque gli enti locali, che non hanno mai negato il rimborso o il discarico di quote inesigili al concessionario della riscosssione.
Oltre al problema T-red - che per Del Castillo pone in primo piano la domanda sul criterio di "totale economicità" che dovrebbe essere tra le prime preoccupazioni dell’ente pubblico - la Corte dei Conti segue anche diverse istruttorie relative alla gestione della sosta regolamentata o ad altri servizi connessi, estrernalizzati dai Comuni ed affidati per lo più ad Aziende del trasporto pubblico locale. Il tutto, conclude Del Castillo, "con contratti che hanno rimpinguato le finanze delle Aziende affidatarie a scapito di quelle comunali, nonostante i proventi della sosta abbiano per legge un vincolo di destinazione sulla costruzione di nuovi parcheggi".
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