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PUNITI I BABY-INCENDIARI

Tirarono le molotov a scuola
Studenti sospesi per 16 giorni

Ecco i provvedimenti presi dalla media 'Volta' per i tre ragazzini che lo scorso 18 gennaio compirono atti vandalici conhtro l'isitituto. "Cinque in condotta e tanti compiti per recuperarli"

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LIQUIDO INFIAMMABILE ALLE SCUOLE VOLTA DI VIA BIANCOLELLI (FOTOSCHICCHI) Bologna, 21 febbraio 2009 - Sono stati sospesi per 16 giorni i tre ragazzini terribili che lo scorso 18 gennaio hanno gettato due bottiglie incendiarie in un’aula delle scuole medie ‘Volta’ di via Biancolelli, a Borgo Panigale, dopo avere spaccato una vetrata esterna con una pietra. Il provvedimento disciplinare è tra i più severi che si possano contemplare ed è di competenza del consiglio d’istituto, organo presieduto da un genitore, nel quale siede anche il dirigente scolastico.

 

Nei giorni scorsi sono arrivate anche le pagelle del primo quadrimestre dei tre ragazzi, tutti alunni della struttura colpita dal raid. Il voto in condotta è stato cinque, ovvero insufficiente. Se venisse confermato nel secondo quadrimestre comporterebbe la bocciatura ma c’è tempo e modo di recuperare. "Ho la pagella qua davanti — assicura però il padre di uno dei due dodicenni coinvolti nella vicenda —: il voto in condotta è sette, non cinque. Per il resto mio figlio ha ottimi risultati in tutte le materie. Ora è tutto a posto e lui è ancora in punizione. Ha fatta la sua cavolata e ne ha pagato le conseguenze".

 

La recente circolare del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini dispone che la valutazione del comportamento sia espressa in decimi come per le altre materie e che con meno di sei, ovvero insufficiente, lo studente non venga ammesso all’anno successivo. Tuttavia, il voto deve tenere conto dei segnali di ravvedimento, che possono far riguadagnare la sufficienza. E’ su questo punto che si è concentrata l’azione della dirigenza dell’istituto. "Per i sedici giorni di sospensione i ragazzi sono rimasti a casa — spiega la preside Anna Maria Leone — ma abbiamo assegnato loro un progetto didattico-educativo. Per tutto il periodo sono stati seguiti da un educatore. Il percorso prevedeva molti compiti, affinché i ragazzi non rimanessero indietro e tornassero a scuola preparati. Questo era inoltre il modo di dimostrare il loro ravvedimento perché, se allo scrutinio finale il voto non venisse convertito in una sufficienza, sarebbero bocciati".

 

Adesso la dirigente auspica che i ragazzi "vengano lasciati tranquilli". "La scuola — spiega — ha preso tutti i provvedimenti adeguati alla loro situazione e contattato anche uno psicologo: il loro rientro in classe è stato seguito con grande attenzione. Ora stanno dimostrando di essersi ravveduti. Certo, quello che hanno fatto è grave ma vanno tutelati, a noi sta molto a cuore il loro benessere psicofisico e va dato loro la possibilità di essere recuperati. E’ per questo che è stato dato loro un progetto preciso".

 

I tre ragazzini, due dodicenni e un quattordicenne, avevano inizialmente negato di fronte agli investigatori di essere gli autori del raid ma nel giro di 48 ore erano andati uno dopo l’altro al commissariato Santa Viola, accompagnati dai rispettivi genitori, per confessare. Il raid scoperto la mattina del 19 gennaio era stato preceduto da due atti di vandalismo, segnalati il 7 e 16 gennaio, ma i tre negano di esserne i responsabili e tali fatti non sono stati loro contestati. I più piccoli non sono punibili mentre il quattordicenne potrebbe avere conseguenze penali dall’inchiesta della Procura dei minori. Nella stessa giornata del 19 gennaio erano giunte a scuola anche due telefonate minatorie che intimavano di chiudere l’istituto "per almeno 15 giorni". Le minacce avevano portato a una rapida svolta nelle indagini perché la volante intervenuta in seguito alle chiamate era stata imbrattata da un quarto adolescente e, individuando il gruppo di cui faceva parte il ‘writer’, i poliziotti erano arrivati a identificare il terzetto.

di Enrico Barbetti e Federica Gieri










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