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OMICIDIO VIA MANTEGNA

L'ha massacrata come una furia
Yaroslava uccisa con ventisei coltellate

L'autopsia sulla 19enne ha dimostrato che la vittima ha tentato disperatamente di difendersi ed è stata colpita anche all'addome. L'omicida guarirà in trenta giorni

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OMICIDIO IN VIA MANTEGNA, LA PRESUNTA ASSASSINA (FOTOSCHICCHI) BOLOGNA, 26 FEBBRAIO 2009 - YAROSLAVA Mochalova ha tentato di difendersi con la forza della disperazione dai fendenti dell’amica della madre, Tetyana Ponomarenko, di 36 anni, che l’altro giorno all’ora di pranzo l’ha uccisa nell’appartamento di via Mantegna 7. La 19enne ucraina, arrivata appena due settimane fa per raggiungere la mamma che fa la badante in Italia da tre anni, ha cercato di parare i colpi inferti con un coltello da cucina e ha tentato di scappare dall’improvvisa esplosione di follia della connazionale, che l’ha raggiunta e colpita alla schiena.

LE PRIME impressioni trasmesse agli investigatori dalla scena del crimine hanno trovato conferma nell’autopsia eseguita ieri pomeriggio. Il pm Flavio Lazzarini, che ha iscritto nel registro degli indagati Tetyana Ponomarenko con l’ipotesi di omicidio volontario, ha incaricato della perizia medico-legale la dottoressa Chiara Mazzacori. Sul corpo di Yaroslava sono state contate 26 coltellate, il doppio di quante ne apparissero al primo esame esterno, e sono state vibrate con notevole forza. Alcune delle ferite sono da difesa e riguardano verosimilmente le prime fasi dell’omicidio: per due volte Yaroslava è stata colpita alla mano destra. Gli altri fendenti hanno quasi tutti raggiunto la ragazza in punti vitali, sia al petto che alla schiena, e le hanno provocato la perforazione dei polmoni.

LA MORTE della giovanissima ucraina è stata causata dalla gravissima emorragia interna ed esterna. Intanto, è stata sciolta la prognosi dell’omicida, che si era procurata una serie di ferite con lo stesso coltello: per i medici del ‘Maggiore’ guarirà in trenta giorni.










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