La ragazza, oggi 23enne, ha subìto maltramenti per anni assieme a tutta la sua famiglia. Anche la mamma e i nonni della ragazza venivano massacrati di botte
Bologna, 6 marzo 2009 - Ha subìto per oltre due anni maltrattamenti, botte, cinghiate e molestie sessuali da parte del padre, ma alla fine, a 19 anni, si e’ ribellata, se ne e’ andata di casa e l’ha denunciato. I fatti, avvenuti in un paese della zona pedecollinare della provincia di Bologna, sono vecchi di diversi anni ma ieri la storia, nella sua drammaticita’, e’ stata rivissuta in un’aula del Tribunale di Bologna, dove e’ iniziato il dibattimento del processo che vede imputato l’uomo, oggi 52enne, di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.
La fuga da casa e la denuncia della ragazza ai Carabinieri risale al giugno 2005 e lei, da allora, non e’ piu’ tornata a casa: ora ha 23 anni e vive con la famiglia del fidanzato. L’uomo non venne mai arrestato nel corso delle indagini (condotte dal pm Silvia Marzocchi), ma i servizi sociali, in seguito a questa vicenda, gli hanno tolto l’affidamento dell’altra figlia.
Dalle testimonianze di ieri in aula (per l’accusa c’era il pm Enrico Cieri), e’ emerso un quadro di violenza allucinante: l’uomo non solo picchiava la figlia (un referto medico del 2002 parla di cinghiate), ma un po’ tutti in famiglia: la moglie (che pero’ non lo accusa) e anche i suoceri, madre e padre della moglie, addirittura costretti a cambiare casa per sfuggire alla sua violenza. Ed ex compagni di classe e insegnanti confermano le botte. Ieri, davanti ai giudici, e’ stato sentito anche l’imputato: ha ammesso di aver picchiato la figlia in quell’unico episodio supportato dal certificato medico, ma ha negato tutto il resto. In quell’occasione, ha detto, l’aveva picchiata con la cinghia perche’ “aveva perso il lume della ragione”.
La ragazzina era “sleale con lui, mentiva sui voti, falsificava la firma degli insegnanti e usava troppo il telefono” ha detto per giustificarsi. Il 52enne ha pero’ respinto tutti gli altri addebiti, comprese le accuse di violenza sessuale: la ragazza ha denunciato invece che il padre le aveva piu’ volte rivolto avances sessuali, l’aveva molestata e toccata, una volta anche mentre dormiva.
A prova delle botte, davanti ai giudici e’ stato esibito un certificato medico del 2002: l’ospedale della provincia di Bologna in cui la ragazzina (allora 18enne) venne portata mettono nero su bianco “striature riconducibili a cinghiate”, riscontrate sul suo corpo. La stessa ragazzina, che rimase ricoverata una settimana, racconto’ loro che il padre l’aveva colpita con la cinghia, eppure inizialmente dall’ospedale parti’ una richiesta di consulenza psichiatrica.
A sostegno del racconto della ragazza, ieri in aula hanno parlato i molti testimoni dell’accusa. Diversi suoi ex compagni di classe della ragazza e un’insegnante hanno confermato le accuse: sapevano tutto, hanno detto davanti ai giudici, perche’ la ragazza si era confidata con loro. Ma soprattutto i ragazzi vedevano i lividi: quando si cambiava per fare ginnastica, vedevano le tracce delle botte, nonostante lei cercasse di spogliarsi in disparte per la vergogna. L’insegnante ha testimoniato inoltre che tutto il corpo docenti era a conoscenza dei maltrattamenti.
E le amiche, poi, hanno detto di sapere anche delle molestie sessuali, perche’ la vittima glielo aveva confidato. E non solo a loro: delle violenze di cui la ragazza era vittima da quando aveva 17 anni, era a conoscenza anche un frate dell’abbazia di Monteveglio in cui lei aveva trovato conforto. Anche il religioso ieri e’ andato in Tribunale a testimoniare a favore della vittima.
In questa vicenda di violenza, rimane isolata la posizione della madre della vittima e moglie dell’imputato: nonostante sia sua figlia che sua madre abbiano detto che la donna e’ stata ripetutamente picchiata, lei non ha denunciato il marito violento. Anzi, alla prossima udienza (a meta’ aprile) sara’ chiamata sul banco dei testimoni dalla difesa dell’uomo. Il 52enne lavora come impiegato in un’azienda.
A vent’anni di distanza torna a Bologna il mitico derby del Football americano tra i Warriors e i Doves, le due storiche squadre cittadine. Il 30 maggio prossimo, nello stadio dell’Arcoveggio, casa dei Doves, le due squadre, che non si scontravano dal 1989, si incontreranno in campo per la 12^ ed ultima giornata del campionato di Serie A della Italian football league (Ifl)