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CARCERI CHE SCOPPIANO

La Regione scrive al ministro Alfano:
"Sovraffollamento del 180%"

Il presidente Vasco Errani: "Situazione preoccupante, mancano 644 agenti di polizia penitenziaria"

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Un detenuto in carcere (Foto Newspress) Bologna, 8 aprile 2009 - Il presidente dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani, scrive al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per descrivere la situazione degli istituti penitenziari della regione e chiedere un intervento urgente. La lettera di Errani, scritta in seguito alla riunione della Commissione regionale per l’area dell’esecuzione penale adulti, che si è svolta lo scorso 23 marzo a Bologna, parla della gravità in cui versano le carceri, sotto più punti di vista.


”Particolarmente preoccupante - spiega - è la situazione del sovraffollamento nella nostra regione, che sarebbe la più grave in Italia”. I detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna sono infatti 2.049 in più rispetto alla capienza regolamentare, mentre mancano 644 agenti di polizia penitenziaria; l’indice di sovraffollamento in regione supera il 180%, mentre il dato nazionale è attorno al 140%.
 

L’obiettivo del “Piano carceri”, recentemente varato dal Governo, “è quello di portare i posti regolamentari, a livello nazionale, a 60.000 - prosegue Errani - . La costruzione di nuove carceri avrebbe tuttavia tempi tali da non permettere comunque alcun impatto nella situazione attuale. Inoltre, il numero di nuovi posti previsto risulterebbe già esiguo rispetto alle presenze in esubero”.
Nella missiva il presidente ricorda gli impegni della Regione per rafforzare l’apposita legge regionale di tutela delle persone che si trovano negli istituti penitenziari, intervenendo con azioni specifiche. “Ma quest’impegno - sottolinea Errani - rischia di essere vanificato per diversi motivi. Il già ricordato sovraffollamento rende preoccupanti le condizioni igienico-sanitarie, e crea dei grossi rischi dal punto di vista infettivologico, soprattutto in previsione di quanto potrà succedere durante la stagione estiva”, mentre “la carenza di personale con finalità di custodia e di trattamento rende inapplicabili le misure di alleggerimento del regime carcerario”.
 

”Esiste infine un grave ritardo - si legge - da parte dell’Amministrazione penitenziaria sugli adeguamenti alla normativa nazionale sulla sicurezza. A questo proposito va anche fatto notare come il `Piano carceri’ non è stato minimamente condiviso con le Regioni per quanto riguarda gli aspetti di sanità pubblica, con il rischio che a cose fatte ci si trovi di fronte a problemi di non agibilità o di inefficienza”. Di fronte alla gravità della situazione, che rende sempre più difficile l’opera di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, “chiedo quindi a Lei - conclude Errani - di intervenire innanzitutto a tutela della garanzia dei diritti delle persone che si trovano nelle nostre carceri, dei minorenni in carico alla giustizia minorile, del personale che vi opera e per sollecitare azioni efficaci rispetto alle criticità normative”.










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