Ai due vengono contestati cinque assalti ad istituti di credito del Nord Italia. Per altre dieci rapina sono in corso indagini. Il modus operandi prevedeva che fosse quasi sempre l’uomo ad entrare in banca, a volto scoperto e armato di un cutter, mentre la complice lo aspettava in auto
BOLOGNA, 27 APRILE 2009 - E' finita a San Lazzaro la latitanza di 'Bonnie & Clyde' i due fidanzati- rapinatori ai quali vengono contestate almeno cinque rapine, mentre per altri dieci colpi sono in corso accertamenti, ai danni di diverse banche del Nord italia. Le manette ai polsi della coppia sono scattate sabato scorso quando, i carabinieri del Reparto Operativo di Bologna -che oggi hanno raccontato la vicenda- li hanno arrestati mentre pranzavano al McDonald’s del comuna alle porte di Bologna.
Filippo Peligno, 42 anni, di Venaria (Torino), e la compagna Maria Dimastrochicco, 33 anni, torinese, erano ricercati perche’ destinatari di sei ordinanze di custodia o di ripristino di misure detentive dopo evasioni da arresti domiciliari (quattro provvedimenti a carico dell’uomo e due della donna), per rapine in istituti di credito in Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte, commesse fra la fine del 2007 e il 2008
I due sono sospettati di almeno un’altra decina di assalti a banche del Nord, e i carabinieri di Bologna li hanno fermati anche per due ‘colpi’ recenti: all’agenzia di Casalecchio di Reno della Bpm (10 dicembre 2008, bottino 13.000 euro) e alla Bpm’ di via Massarenti, a Bologna (10 marzo 2009, bottino 4.000 euro). Il modus operandi prevedeva che fosse quasi sempre l’uomo ad entrare in banca, a volto scoperto e armato di un cutter, mentre la complice lo aspettava in auto. Nei vari episodi avrebbero racimolato una cifra stimata in almeno 100.000 euro: denaro che non li avrebbe arricchiti, ma sarebbe servito alla sopravvivenza in clandestinita’ della coppia, e ad acquistare droga per uso personale. Per garantirsi la latitanza, potevano contare su una fitta rete di appoggi, a Bologna e in altre citta’, che i due avrebbero pagato e sui quali sono in corso ulteriori indagini.
Per sfuggire ai controlli esibivano sempre documenti falsi, con le generalita’ di persone realmente esistenti e residenti in Campania e Sicilia. Lo hanno fatto anche sabato, quando sono stati identificati nel fast food, affollato di clienti nel giorno di festa. I militari, che hanno simulato un controllo di routine ma erano andati a colpo sicuro, li hanno fatti uscire e portati in caserma per il fotosegnalamento, accertando la loro vera identita’. Sulla loro auto, una Renault Scenic intestata a un parente della donna, sono state trovate cinque dosi di eroina.
Il 30 aprile al cinema Lumiere anteprima del documentario di Mario Chemello. Le vite di sei viaggiatori, le chiacchierate con un camerunese che legge Seneca e una memorabile partita di calcio
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