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CASO LONGHENA

Il Governo boccia gli insegnanti:
"Comportamento inadeguato"

Il sottosegretario all'istruzione Giuseppe Pizza tira le somme dell'accertamento effettuato sulle pagelle: "Sono emerse carenze, incoerenze e inadeguatezze

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  MANIFESTAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA (fotoschicchi) Bologna, 5 maggio 2009 - Il Governo boccia gli insegnanti delle Longhena. Dalle ispezioni attivate alle scuole elementari di Bologna, dopo la clamorosa protesta anti-Gelmini con il “10” in pagella consegnato ai bambini (ma “non si e’ trattato di un dieci generalizzato”), “sono state rilevate carenze circa i criteri adottati, incoerenze e inadeguatezze nelle procedure valutative e negli strumenti utilizzati, oltre a comportamenti professionali da parte di alcuni docenti non sempre riconducibili ai doveri di correttezza e lealta’ istituzionali nonche’ di riservatezza”. E’ netto, sul comportamento dei docenti, il sottosegretario di Stato all’Istruzione, Giuseppe Pizza, nella risposta scritta depositata giovedi’ scorso in commissione Cultura della Camera all’interrogazione parlamentare firmata dalle deputate del Pd, Sandra Zampa e Manuela Ghizzoni.


A Zampa (dichiaratasi poi “del tutto insoddisfatta” dalla replica del Governo) il sottosegretario spiega le modalita’ e gli esiti degli accertamenti dell’ispettore Luciano Lelli su 362 pagelle, disposti “su richiesta del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Bologna, competente per delega”. Il dirigente dell’Usp, Vincenzo Aiello, si e’ mosso “la mattina stessa” del 12 febbraio 2009, quando, ricorda Pizza, “il responsabile dell’Ufficio scolastico regionale (Luigi Catalano, ndr) ha appreso dalla stampa che erano stati effettivamente utilizzati i voti, ma era stato attribuito ‘dieci’ a tutti gli alunni in ogni disciplina”. Non esattamente in linea, quindi, con le disposizioni della circolare del ministero dell’Istruzione del 23 gennaio 2009.

Pizza tira le somme dell’accertamento ispettivo, “puntuale e approfondito, conclusosi il 13 marzo 2009”. L’ispettore Lelli non solo ha passato sotto la lente ben 362 schede di valutazione degli alunni, ma ha pure “ascoltato individualmente- mette in chiaro Pizza- tutti gli insegnanti, per conoscere le motivazioni ed i criteri adottati per la valutazione numerica da ciascuno di loro”. E’ cosi’ emerso “che in realta’ non si e’ trattato di un dieci generalizzato ovunque, anche se rappresenta la maggioranza delle situazioni”.
In ogni caso, il sottosegretario non assolve gli insegnanti: dall’investigazione disposta dall’Usp sono emerse “carenze”, “incoerenze”, “inadeguatezze”, “comportamenti professionali non sempre riconducibili ai doveri di correttezza e lealta’ istituzionali nonche’ di riservatezza”.


E adesso?
Le pagelle incriminate non saranno annullate, perche’ “la valutazione intermedia deli allievi- spiega Pizza- non produce effetti giuridici formalmente rilevanti, ma riveste valenza informativa nei riguardi dei genitori”. Diverso, invece, il discorso per 27 maestri, responsabili del 10: l’Usp ha attivato “le procedure per l’irrogazione di sanzioni disciplinari attraverso contestazioni di addebiti agli insegnanti individuati”. Mentre l’Usr ha “sollecitato la dirigente scolastica” delle Longhena “ad attivare tutte le azioni necessarie e idonee a ripristinare il pieno rispetto della normativa vigente”. La replica di Pizza vale anche per l’interrogazione di Fabio Garagnani, parlamentare bolognese del Pdl, pure lui interessato a far luce sulla vicenda. Garagnanie’ oltretutto autore di un esposto in Procura sul caso Longhena. Ma, con la richiesta di archiviazione per l’ipotesi di abuso in atti d’ufficio, almeno per i pm gli insegnanti vanno prosciolti.

 

Il dispositivo del ministro Maria Stella Gelmini riconosceva agli istituti, infatti, “in ragione dell’autonomia scolastica”, la “scelta delle modalita’ per la valutazione ‘in itinere’, ma “fermo restando- puntualizza ancora il sottosegretario- l’obbligo di rispettare l’espressione delle valutazioni periodiche e finali con voto in decimi per ciascuna disciplina”. Il tutto in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato sui criteri operativi “della valutazione degli apprendimenti degli alunni con voto in decimi, in sostituzione dei giudizi”. Tutt’al piu’ gli insegnanti “possono autonomamente prevedere che i voti in decimi siano accompagnati da giudizi sintetici o analitici”. Un sentore “dei problemi che si stavano delineando nella scuola”, si era gia’ avvertito il 3 febbraio scorso, quando la preside delle Longhena, Ivana Summa, “aveva fatto pervenire all’Usr un documento del collegio dei docenti che conteneva la deliberazione di ‘mantenere- cita Pizza- per il primo quadrimestre la sola valutazione in giudizi”.
La delibera, subito “sospesa” perche’ ritenuta “illegittima” dalla dirigente scolastica (che ha pure ventilato l’apertura di un “procedimento disciplinare in caso di inottemperanza”), e’ stata poi annullata dall’Usp, “per palese violazione” della circolare Gelmini e dell’articolo della riforma scolastica che ha sostituito i giudizi con i voti. Ma gli insegnanti hanno tirato dritto e apposto il 10 in pagella ai bambini.










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